Viterbo – “In un anno e mezzo finanziate 100 aziende col microcredito”. Ne va fiero il direttore di Confartigianato Andrea De Simone. Fiero per come l’associazione con le azioni messe in campo provi ogni giorno ad accompagnare la ripresa con servizi innovativi da offrire alle aziende. Un contributo, che per De Simone, è fondamentale per ridare fiducia e rafforzare quei segnali di ripresa che ancora non riescono a consolidarsi.
Che anno è stato per l’economia della Tuscia?
“Ci sono dei segnali di ripresa – dice De Simone – forse un po’ raffreddati nell’ultima parte dell’anno, seguendo anche quello che è il trend nazionale. Siamo ancora in una fase di dopoguerra, intesa come un post-crisi e, come sempre accade in questi periodi, occorre un ‘piano Marshall’ come quello della seconda guerra mondiale. E’ una situazione in divenire e in lenta ripresa con una circolazione finanziaria che viaggia ancora a rilento e che frena la risalita, perché anche con una ripresa dei lavori ma con i soldi circolano col freno a mano tirato è come avere una Ferrari e metterci poca benzina. Non mi riferisco solo al sistema bancario, ma anche ai tempi di pagamento o alle transazioni tra privati e non solo rispetto alla pubblica amministrazione”.
Ci sono ancora dei settori in sofferenza?
“Sicuramente quello che per anni è stato trainante dell’economia locale e cioè l’edilizia con quelli che poi si porta dietro tipo l’impiantista o il falegname che si devono rigenerare, conciliando il vecchio saper fare con le nuove tecnologie per agganciare il trend di un’economia diversa. Niente, da quel punto di vista, tornerà come prima. Basti pensare alla Viterbo di 10 anni fa, che era piena di cantieri, mentre oggi a lavorare sono due o tre costruttori. E’ un settore che ha perso tantissima forza lavoro, che ha visto chiudere tante aziende e che va dunque rigenerato e ricreato. Qualcosa si sta già facendo, ma va comunque ricollocato più sulla riqualificazione urbana, piuttosto che su nuove costruzioni”.
Ci sono invece punti di forza?
“L’economia viaggia meglio su altri settori che hanno agganciato la ripresa e cioè quello delle nuove tecnologie, delle nuove imprese 4.0, quello del food e una buona parte di quello del benessere”.
Cosa ha messo in campo Confartigianato?
“In un anno e mezzo, sono state finanziate quasi 100 aziende con il microcredito che dà contributi per le start-up e le nuove idee, in pratica, le piccole imprese che nel credito ordinario non riescono ad avere il denaro a meno che non abbiano garanzie importanti. E’ dunque uno strumento per reperire le risorse iniziali visto che può dare fino a 35mila euro alle aziende in piedi da non più di cinque anni, che abbiano una forma giuridica piccola e quindi una ditta individuale o una società di persone, piuttosto che la srl semplificata. Aver dato a quasi 100 aziende la possibilità di partire, quando magari non l’avrebbero avuta o comunque l’avrebbero avuta con difficoltà è un dato di partenza molto importante. In questo modo, oltre ad accompagnare i nostri associati in banca e a sostenerli con quelli che sono gli strumenti tradizionali, come Confidi e sussidiarietà, riusciamo a farli uscire metaforicamente con la circolare in mano. Altra novità straordinaria e importante dell’ultimo periodo dell’anno è il gemellaggio con Coldiretti che è nato unendo le forze di due realtà, una produttrice di materie prime e l’altra più adatta alla trasformazione, che possono rappresentare il futuro della nostra economia”.
Su cosa bisognerà concentrarsi nel 2019?
“Ci sono priorità locali che sono anche nazionali e cioè le infrastrutture, perché qualsiasi azienda di qualsiasi settore, a meno che non abbia la bottega sotto casa, ha bisogno di un sistema di infrastrutture che sia trainante. La Tuscia, infatti, ha sempre pagato l’essere lontana dalle vie di comunicazione e in questo ben venga l’impegno dei parlamentari attuali, per esempio, sulla fermata dell’Alta velocità a Orte e ovviamente per il completamento della Trasversale che, come ben sappiamo, è strategica visto che collega due mari e ci pone in un punto nodale. Senza infrastrutture efficienti, l’economia non crescerà mai e non arriverà mai al top”.
Cosa c’è nell’agenda di Confartigianato per il nuovo anno?
“Accompagnare la ripresa – conclude De Simone – con servizi innovativi che si rinnovano e diventano 4.0 per offrirli attraverso il microcredito ai nostri associati”.
Paola Pierdomenico
