Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – In risposta alla Coldiretti di Viterbo, che si lanciata a testa bassa in una campagna di abbattimento dei cinghiali per il fatto della A1 presso Casalpusterlengo, è doveroso fare alcune considerazioni:
1) è sacrosanto che chi percorre le autostrade a pagamento, debba essere tutelato da pericoli sul percorso, sia essi di qualsivoglia natura. Però, dall’automobile chi percorre l’autostrada, ad alta velocità, non vede che le reti messe a protezione della stessa, con il tempo si sono deteriorate, al punto di avere dei buchi grossi come autotreni, con lo scooter o la moto, che vanno più piano, questo si vede chiaramente. A chi spetta la manutenzione? Perché non viene fatta? Perché non c’è controllo se non dopo un fatto di cronaca?
2) il fatto è accaduto a più di cinquecento chilometri dalla nostra provincia, inutile lanciare campagne di abbattimento selvaggina a tamburo battente, per rimpinguare solo il freezer.
3) la Coldiretti di Viterbo dovrebbe prendersela con chi molti anni fa lanciò una campagna di ripopolamento cinghiali con una razza proveniente dall’Europa dell’Est che è molto prolifica, anche se più piccola, ma allora nessuno battè ciglio. Nessuno di questi ‘capoccioni’ si chiese che questo avrebbe comportato un considerevole sovrapopolamento della fauna, in seguito dovuto anche alla costituzione dei parchi.
4) la Coldiretti, invece di abbaiare alla luna come i lupi, farebbe meglio a interessarsi e trovare soluzioni concrete ai tanti veleni che vengono sparsi nelle coltivazioni di ogni genere e grado, dalla stragande maggioranza dei propri iscritti, che provocano moria di api e danni alla salute umana, o no?
5) ho sempre nutrito repulsione dalla gente dal grilletto facile, non sono queste le soluzioni ai troppi problemi di questa disgraziata società.
Tanto dovevo.
Gianni Molinari
– Coldiretti: “Basta vittime dei cinghiali, subito un piano di abbattimento straordinario”
