- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“L’ho visto arrampicarsi in mutande sul cancello di casa della ex”

Condividi la notizia:

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Faleria – “L’ho visto arrampicarsi in mutande sul cancello di casa della ex”. 

E’ ripreso così, il 18 gennaio, con la testimonianza di un amico delle vittime, il processo al superstalker denunciato tre volte dalla ex per altrettanti episodi avvenuti tra il 2014 e il 2017 tra Civita Castellana, Nepi e Faleria. I tre distinti procedimenti sono stati riuniti in uno solo dal giudice Silvia Mattei.

Parti civili la ex, la sorella, la madre e il centro antiviolenza Erinna. Le avrebbe aggredite perfino con una motosega e con una lancia appuntita. Imputato un 44enne, arrestato la sera del 24 luglio 2017 a Faleria per lesioni e stalking, avendo per l’occasione picchiato la madre e la sorella della ex.

“L’ho visto con i miei occhi arrampicato sul cancello di casa delle vittime in mutande”, ha detto il testimone, storico amico di famiglia delle tre donne, raccontando anche di violente aggressioni verbali lungo le strade del paese e di una volta in cui il 44enne ha spinto a terra la ex, che poi lui ha accompagnato al pronto soccorso.

“Le mani addosso non erano frequenti, ma gli insulti erano continui. Dalla finestra di casa sua, inoltre, tirava vernice e sassi verso la di finestra del loro bagno. La serranda era distrutta”, ha proseguito, confermando di avere saputo della testa di un animale morto in giardino. “Ex, madre e sorella trovavano i gatti morti e non sapevano come”, ha aggiunto.

“Una sera, durante la festa del santo patrono, noi passeggiavamo per il paese e lui ha sbattuto la sorella della ex contro un muro tenendola bloccata. Come tante altre volte, era ubriaco”, ha concluso.

Nel corso dell’udienza, avrebbe dovuto essere affidato l’incarico a una consulente nominata dal giudice che ha disposto una a perizia psichiatrica sull’imputato. Ma la professionista non si è presentata così il magistrato ha deciso di nominarne un’altra, la dottoressa Cristiana Morera, cui l’incarico sarà conferito il prossimo 20 febbraio. 

La relazione con la sorella maggiore della teste risalirebbe al 2008 e sarebbe durata appena un mese. Dopo di che se la sarebbe presa con lei e dal 2009 anche con le congiunte. In piena notte sarebbe uscito di casa con la motosega: “Uscite fuori, puttane, che vi ammazzo”. E le avrebbe anche minacciate con una sorta di lancia di ferro appuntita: “Lunga quanto la sbarra di un cancello”. Alle tre donne, sotto casa delle quali avrebbe preso a presentarsi nudo, avrebbe urlato: “Io sono Dio, voi siete scimmie parlanti, vi ammazzo, vi elimino dalla faccia della terra”. E ancora: “Troie bocchinare, ve la fate pure coi carabinieri”.

Il clou è avvenuto il giorno dell’arresto, il 24 luglio 2017. “Lo abbiamo trovato completamente fuori di sé. Per scavalcare il cancello, è caduto sul filo spinato, ma era come se non sentisse il dolore dei tagli”, ha raccontato durante una precedente udienza uno dei militari intervenuti. “Il problema sono gli abusi, beve e assume stupefacenti. Inoltre vive da solo, allo stato brado”. Abbastanza per convincere il giudice dell’opportunità di una perizia psichiatrica. 


Condividi la notizia: