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Nascose il cadavere della sorella nel congelatore, prosciolto

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Rossana Bramante

Rossana Bramante

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – (sil.co.) – Nascose nel congelatore la sorella deceduta per cause naturali, prosciolto resta ricoverato a Villa Rosa. È stato assolto in quanto incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.

La stessa accusa ha chiesto l’assoluzione o il non luogo a procedere. Decisiva la perizia psichiatrica del professor Traverso, in base alla quale è emerso il ragionevole dubbio che non fosse capace di intendere e di volere all’epoca dei fatti. Nel frattempo le sue condizioni psico-fisiche si sono aggravate in maniera irreversibile.

Lo stesso pubblico ministero Chiara Capezzuto ha chiesto il proscioglimento di Ivo Bramante, il fratello 85enne della donna trovata cadavere all’interno di un congelatore a pozzetto a Ronciglione il 28 febbraio 2016. Vittima la 79enne Rossana Bramante, invalida e non vedente, della quale il fratello avrebbe continuato per almeno un anno a percepire la pensione.

Rinviato a giudizio dal gup Savina Poli con le gravi accuse di avere provocato la morte della donna in conseguenza di un altro reato, nella fattispecie l’abbandono di incapace, nonché di occultamento di cadavere e di truffa ai danni dello stato, l’85enne non è  mai comparso davanti alla forte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone che ha emesso oggi la sentenza.

Il professor Giovanni Battista Traverso, nominato dal tribunale, lo ha visitato a Villa Rosa, dove è stato a lungo ricoverato presso il reparto dei malati psichiatrici e dove da qualche tempo è stato trasferito in Rsa.

Durante le indagini i difensori Matteo Moriggi e Marco Marcucci avevano chiesto una perizia psichiatrica nella forma dell’incidente probatorio per cristallizzare lo stato di salute mentale dell’unico indagato alla presenza di tutte le parti interessate. Ma la richiesta fu rigettata.


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