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“Nell’artigianato dopo tanti anni è riapparso il segno più”

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Luigia Melaragni

Luigia Melaragni

Viterbo – “Nell’artigianato dopo tanti anni è riapparso il segno più. Le iscrizioni (335) hanno superato le cessazioni (257). Nel 2019 continueremo a scommettere sulle energie e sulle intelligenze dei nostri territori”. E’ un bilancio in chiaroscuro quello tracciato dalla segretaria di Cna Luigia Melaragni: se da una parte ci sono stati segnali di ripresa, dall’altra sul territorio restano ancora tanti punti di debolezza.

Se per il 2017, abbiamo potuto parlare di piccoli segnali di ripresa, come è andata nel 2018?
“Un anno fa – dice Melaragni – , in questo stesso periodo, guardavamo al 2018 con una discreta fiducia, sulla base delle indagini congiunturali di Unioncamere e Cna. Oggi è difficile dire quanto quell’ottimismo, seppure tiepido, abbia trovato riscontro nella realtà delle cose. Certo, la fotografia che avevamo di fronte era quella scattata dall’Osservatorio economico della Camera di commercio, analizzata in dettaglio nel Rapporto della scorsa estate: la fotografia di una economia in affanno. L’artigianato, per esempio, chiudeva il 2017 ancora una volta con il segno meno. Una tendenza confermata nel primo trimestre del 2018 con un tasso di crescita pari al -2,43 per cento. Di pari passo, nello stesso periodo,  rallentavano le iscrizioni del totale delle imprese”.

Poi come è andata?
“Dal secondo trimestre, si è registrato un recupero. Si pensi che nell’artigianato dopo tanti anni è riapparso il segno +: se si sommano i dati del secondo e del terzo trimestre 2018, le iscrizioni (335) hanno superato le cessazioni (257). A crescere, sono soprattutto i servizi, in primo luogo quelli alla persona. I dati sono importanti e vanno analizzati, ma insieme alla lettura delle trasformazioni nell’economia e nel tessuto sociale, degli orientamenti delle imprese. Dobbiamo insomma ragionare sulla complessità della situazione”.

E nella nostra provincia?
“Restano tanti punti di debolezza nel territorio, si pensi solo al nodo delle infrastrutture materiali e immateriali con la Trasversale e il Porto di Civitavecchia che possono generare grandi opportunità. In generale, in questo paese troppe opere importanti sono bloccate e non si investe nella tutela del territorio. Non possiamo ignorare quanto le imprese restino tuttora schiacciate sotto il peso del fisco e della burocrazia: risultati importanti sono arrivati grazie alle nostre azioni, al pressing nei confronti del governo e del Parlamento (Imu e Sistri), ma siamo ancora lontani dall’obiettivo. Così come il rapporto con il credito è diventato più difficile. Conosciamo bene ciò che non va e lavoriamo per trovare le soluzioni”.

Un quadro non del tutto roseo…
“Affatto, c’è infatti un grande potenziale da cogliere: è maturata l’attenzione verso l’innovazione, tema centrale, sul quale si concentra anche l’impegno della Regione. E’ un tema che non riguarda solo le start up ma attraversa tutte le categorie economiche ed è declinato a 360 gradi. Investe l’organizzazione aziendale, il processo produttivo, la comunicazione, le relazioni interne e quelle con il mercato, i cui confini si allargano sempre di più, grazie anche al web. Chi ha saputo innovare, si è tirato fuori dalla crisi, si è aperto all’export.

Innovazione legata alla formazione. Ecco uno dei filoni che Cna ha seguito quest’anno e continuerà a seguire nel 2019, con progetti nuovi che mirano a rafforzare il rapporto tra impresa e scuola.

Formazione delle competenze e di nuovi profili professionali: decisiva anche per il turismo, settore chiave per lo sviluppo dei nostri territori. Ragionare in un’ottica di filiera e di cambiamento della domanda (turismo esperienziale).

Operazione di carattere culturale, che si costruisce attraverso la cooperazione tra imprese e tra istituzioni e imprese, riconoscendo il valore del ruolo di rappresentanza delle associazioni di imprese, come la Cna”.

Che ruolo ha la politica in questi processi?
“Uno dei grandi errori della politica, soprattutto nazionale, negli ultimi anni è stato l’aver puntato sulla progressiva marginalizzazione dei corpi intermedi, che sono invece un tassello fondamentale del sistema democratico”.

Quali sono le azioni messe in campo da Cna?
“Vogliamo richiamare l’attenzione, per spiegare, sul grande lavoro che Cna svolge a livello nazionale nei confronti del governo. O, per esempio, su quello che abbiamo fatto nell’ultimo anno, nella Tuscia e a Civitavecchia, per la creazione delle reti di impresa tra attività economiche su strada, in attuazione del relativo bando della Regione Lazio, e per coordinare i progetti in stretto rapporto con i Comuni e la Regione. Un lavoro che ha consentito alla Tuscia di conquistare il podio come seconda provincia in Italia (dopo Roma) per numero di imprese che hanno sottoscritto un contratto di rete (1216).

Su un altro versante, stiamo accompagnando le imprese che si sono trovate nell’ultimo anno ad affrontare le evoluzioni legislative, come la normativa sulla privacy, e il processo di digitalizzazione degli adempimenti, vedi la fatturazione elettronica. Anche in questo caso, l’associazione fa formazione e mette a disposizione strumenti su misura per le micro e piccole imprese. Un lavoro complesso ma insostituibile”.

Come vede il 2019?
“Nel 2019 – conclude la segretaria della Cna – continueremo a scommettere sulle energie e sulle intelligenze dei nostri territori”.


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