Viterbo – E’ la città a nord della città. Un polo culturale naturale che Laura Allegrini vuole valorizzare. L’assessora ai lavori pubblici del comune di Viterbo. “Ho un sogno. Una visione di sviluppo in vista del futuro”. Obiettivo di lungo periodo, liberare piazza della Rocca dalle macchine, fare un parcheggio sotterraneo e ripristinare l’antica piazza d’armi che si trovava di fronte alla Rocca Albornoz, sede del museo archeologico nazionale del ministero per i beni culturali (Mibact), e alla caserma Giulioli completamente vuota, Migliaia di metri quadrati in ottimo stato pronti per essere messi a disposizione della città.
Fotogallery: La valorizzazione della zona nord della città – La strada del Liberty fuori le mura
“Questo nel lungo periodo – dice Allegrini -. Nel breve va sistemata la viabilità. Nel medio, vanno invece terminati i lavori di restauro e recuperati gli edifici vuoti per metterli al servizio di persone e associazioni. Il tutto lungo la direttrice Basilica di San Francesco, Rocca Albornoz, scuderie di Sallupara, San Faustino e convento della Trinità. Un lavoro che guarda al settecentesimo anniversario della processione di Maria Santissima Liberatrice. Nel 2020. Per quell’occasione i primi lavori di recupero saranno pronti”.
Viterbo – Laura Allegrini
Viterbo – Piazza della Rocca
Una direttrice a ridosso delle mura a nord della città. Un tempo, un vero e proprio sistema difensivo. Contro le invasioni ai danni dello stato pontificio e, subito dopo la seconda guerra mondiale, verso la zona rossa (Toscana, Umbria, Marche ed Emilia), governata cioè dal partito comunista italiano, che iniziava proprio al confine con la Tuscia. Finita la guerra fredda, e poi l’esercito di leva, le caserme si sono svuotate e gli edifici non ospitano più nessuno. Un patrimonio prezioso da utilizzare, mettendolo a sistema con tutto il resto. “Per poi aprirlo su prato giardino – prosegue Allegrini – grazie a una porta di collegamento, già presente, della Rocca Albornoz lungo le mura medievali”.
L’idea è quella di mettere in sinergia diversi edifici. Fino ad arrivare alla chiesa della Trinità. Probabilmente la sola chiesa dedicata a un libro. Il convento è degli agostiniani e la Trinità è l’opera teologica più importante di Sant’Agostino e tra le più imponenti della storia della cristianità. All’interno del convento, tra gli altri ci sono poi due capolavori. Il chiostro, con il ciclo pittorico sulla vita di Agostino d’Ippona, e l’archivio storico che gli agostiniani stanno sistemando. Lì dentro c’è la copia autentica della bibbia di San Bonaventura da Bagnoregio, altro punto di riferimento assoluto nella storia della Chiesa. C’è infine l’orto curato dai frati. Stupendo, chiuso allo sguardo da un muro che dà su piazza della Trinità.
Viterbo – La fontana di piazza della Rocca
Viterbo – La caserma Giulioli e la Rocca Albornoz
“Gli ordini religiosi – spiega Allegrini – sono stati uno snodo importantissimo nella storia culturale e urbanistica di Viterbo, determinandola. Una storia dimenticata che dobbiamo riscoprire valorizzandola. A partire da piazza della Rocca. Il primo passo è sistemare la viabilità. San Faustino, via Signorelli, via Maria Santissima Liberatrice e piazza della Trinità. Abbiamo a disposizione 800 mila euro per cambiare il volto di queste strade ridotte molto male. Ripartiranno pure i lavori per le scuderie di Sallupara che, secondo quanto previsto dalla convenzione con la Fondazione Carivit, dovranno essere messe a disposizione delle associazioni giovanili per attività culturali. Nel giro di poco tempo ultimeremo anche i restauri della torre pentagonale lungo via Signorelli, così come il lavatoio degli anni ’30”.
“Considerando poi che il lavatoio e la torre si affacciano sul giardino della chiesa di San Faustino, dove ultimamente è stato fatto il presepe vivente, valuteremo la possibilità di unire e collegare il tutto. Un unico spazio verde aperto al pubblico, con attorno alcuni tra i più bei monumenti della città. Un luogo che, basta aprire un varco o fare una scaletta, può essere messo in collegamento con Sallupara sviluppando in tal modo un unico complesso cui poter unire in futuro le caserme e le palazzine dell’esercito in disuso. Un patrimonio enorme, proiettato verso il convento degli agostiniani che saranno sicuramente tra i protagonisti dell’anniversario della processione della Liberatrice. Qui, in accordo con l’ordine, si potrebbe inoltre valutare come rendere possibile la visione dell’orto già da piazza della Trinità”.
Viterbo – L’orto della chiesa della Trinità
Viterbo – Il chiostro della Trinità
Un polo monumentale unico a ridosso di un quartiere, come quello di San Faustino, che nel corso degli anni ha visto la radicale trasformazione del suo tessuto sociale sviluppando un meeting pot culturale e di popolazioni ricco di prospettive. Un valore aggiunto per tutta la città cui servono solo le infrastrutture necessarie per poter crescere nel migliore dei modi. Aprendosi a sud verso la zona medievale e a nord verso il polmone verde di Viterbo, vale a dire la linea retta che va da prato giardino “Lucio Battisti” e villa Brannetti fino alla Quercia. Passando per piazzale Gramsci e viale Trieste. Un percorso legato all’architettura liberty che pochi altri in Italia possono vantare.
“Un polo – ha sottolineato Allegrini – che attirerebbe turisti e visitatori anche al Pilastro. Attorno a viale Bruno Buozzi si dispone infatti uno dei quartieri popolari più importanti”.
Viterbo – La chiesa della Trinità
Viterbo – Via Signorelli
Quindi, quando il progetto di Laura Allegrini sarà a regime vedrà in funzione un’area che comprende la basilica di San Francesco, il museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz, le scuderie di Sallupara con dentro le associazioni culturali, il complesso che ruota attorno alla chiesa di San Faustino con il giardino aperto al pubblico della chiesa con il lavatoio e la torre pentagonale e infine il convento della Trinità. Una zona capace di attirare verso di sé il Pilastro e prato giardino, fino a viale Trieste e alla Quercia. Il tutto in vista dei 700 anni della processione di Maria Santissima Liberatrice. Il taglio del nastro. Nel 2020.
“Il sogno finale – aggiunge Allegrini – è quello di liberare dalle macchine piazza della Rocca, facendo un parcheggio sotterraneo e riscoprendo “Senza considerare che da queste parti – evidenzia Allegrini – è nato il pittore Lorenzo da Viterbo, autore dello Sposalizio della Vergine nella cappella Mazzatosta di Santa Maria della Verità su cui dopo la guerra ha lavorato Cesare Brandi elaborando, proprio nella nostra città, la moderna teoria del restauro. E sempre da queste parti ha studiato e lavorato Egidio da Viterbo, agostiniano, umanista e filosofo, a cavallo tra il XV e il XVI secolo, tra i più importanti in assoluto”.
Una visione di insieme della città che parte dal recupero di una zona dimenticata che col tempo rischia di finire abbandonata. “Un pezzo di Viterbo bellissimo – conclude Allegrini – che non ci possiamo permettere di perdere”.
Daniele Camilli







