Viterbo – (g.f.) – Chi ha voluto l’aumento della tariffa Talete? O meglio, chi è stato determinante perché il rincaro di oltre il 7% passasse durante la riunione della società idrica?
Qualcuno sostiene, Giovanni Arena. Senza di lui non sarebbe passato. Invece, ieri in quinta commissione è arrivato il colpo di scena. In un bicchier d’acqua, s’intende.
Da quanto riportano i bene informati, dal momento che quella commissione è off limits a stampa e pubblico, come se non si parlasse d’argomenti d’interesse per la collettività, pare che il sì fondamentale sia arrivato dalla provincia.
In virtù delle quote detenute e degli altri che avevano dato il loro assenso, quello di Arena è stato superfluo. Superfluo ma convinto, come lo stesso primo cittadino ha ribadito in commissione. Dove l’argomento è stato discusso, senza grande partecipazione.
Ci sarà un consiglio comunale straordinario per approfondire. E siccome di tariffe se ne parlerà, in quinta ieri qualcuno si è soffermato su ragioni più politiche.
Come ad esempio: perché il Pd si scaglia contro il rincaro, se il presidente Pd della provincia Nocchi ha detto sì? Domanda che sarebbe corretta, se tutti non sapessero che a Viterbo esistono due Pd e non sempre, anzi quasi mai, vanno d’accordo.
Il rincaro, comunque, non piace. All’opposizione, ma anche alla Lega. Difeso, invece, dal sindaco Arena, che ha ribadito le sue convinzioni: senza si rischiavano rincari ben più pesanti, perché Talete non avrebbe potuto accedere a un mutuo da 35 milioni di euro.
Argomenti ancora aperti, se ne parlerà in consiglio, mentre ieri mattina c’è stato il rischio di non discutere in commissione.
Pare che prima d’iniziare sia stato necessario attendere un po’. Il vice sindaco Enrico Maria Contardo, con delega alle Partecipate, è fuori città, il sindaco non si vedeva, c’era solo Talete. Poi Arena è arrivato e la riunione è potuta scorrere.
