Montefiascone – Ricorre oggi il quinto anniversario della tragedia dell’aria in cui perse la vita il pilota falisco 25enne Paolo Lozzi.
Ancora in attesa della decisione del tribunale la famiglia, che a maggio dell’anno scorso, tramite l’avvocato Giuseppe Picchiarelli, ha chiesto la riapertura del caso al gip Rita Cialoni. La richiesta di archiviazione della procura risale invece a febbraio del 2015, un anno dopo l’apertura dell’inchiesta della pm Chiara Capezzuto sul terribile schianto.
Nell’incidente, avvenuto il 23 gennaio 2014 nelle campagne di Tuscania, persero la vita l’allievo pilota Paolo Lozzi e il generale Giangiacomo Calligaris, 25 e 57 anni.
I due militari, quel giorno, erano a bordo dell’elicottero Ab206 schiantatosi tra Monte Romano e Tuscania durante un volo d’esercitazione, a soli otto chilometri dal comando Aves sulla Tuscanese dove sarebbero dovuti rientrare.
Morti sul colpo. Due vite spezzate nello stesso momento, quella del generale pluridecorato, con numerose missioni alle spalle, e quella del promettente giovane tenente di Montefiascone. Il migliore dei commilitoni. Con l’ostinato sogno di volare.
Sul drammatico incidente, la procura aprì un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e disastro aviatorio.
Calligaris ha lasciato tre figli e la compagna Françoise. Lozzi i genitori, il fratello gemello e la fidanzata Martina.
Lo scorso 4 agosto a Montefiascone, nell’ambito dell’Air show, è stato inaugurato un monumento all’aviatore sul lungolago, intitolato a Paolo Lozzi e altri tre piloti del posto deceduti per motivi di servizio. “Ai nostri aviatori caduti per servire la patria nei cieli”, è la toccante dedica.
L’hangar del 28esimo Tuscano, all’Aves di Viterbo, traboccava per i funerali di Stato, alla presenza delle più alte autorità militari e dell’ex ministro della difesa Mario Mauro. Stesso bagno di folla alla chiesa di Santa Margherita a Montefiascone, per l’addio in forma privata al tenente 25enne, innamorato del suo lavoro e del volo che l’ha strappato alla sua famiglia.
Non un caso la presenza del generale e del tenente insieme su quell’elicottero AB 206, ma un’uscita programmata. Nell’ambito della registrazione di una serie di video destinati a confluire in un documentario a puntate, da trasmettere su una rete televisiva tematica.
Il protagonista, scelto per le sue qualità umane e professionali, doveva essere proprio quel pilota 25enne di Montefiascone dalla carriera così promettente, uscito dall’accademia militare di Modena col massimo dei voti, fiore all’occhiello dell’esercito.

