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“Va fatta una battaglia per poter mantenere i servizi fondamentali di assistenza”

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Montefiascone - L'incontro del M5s sui punti di primo intervento

Montefiascone – L’incontro del M5s sui punti di primo intervento

Montefiascone - L'incontro del M5s sui punti di primo intervento

Montefiascone – L’incontro del M5s sui punti di primo intervento

Silvia Blasi

Silvia Blasi

Rosita Cicoria

Rosita Cicoria

Montefiascone - L'incontro del M5s sui punti di primo intervento

Montefiascone – L’incontro del M5s sui punti di primo intervento

Montefiascone – “Va fatta una battaglia per poter mantenere i servizi fondamentali di assistenza di base e non possiamo retrocedere di un passo”. La consigliera regionale Silvia Blasi (M5s) all’incontro “Tutta la verità sulla chiusura dei punti di primo intervento di Montefiascone e Ronciglione” di ieri organizzato dal Movimento cinque stelle a Montefiascone.

Nella sala interna del Bar Ranucci, alla presenza di una trentina di persone, ieri pomeriggio si è tenuta l’iniziativa per fare la massima chiarezza sulle sorti dei due punti di primo intervento trasformati pochi giorni fa in pat, presidio ambulatoriale territoriale. In sostanza un nuovo declassamento.

All’incontro sono intervenuti la consigliera regionale Silvia Blasi, Gianfranco Pani del Meetup di Ronciglione e Rosita Cicoria portavoce M5s di Montefiascone che ha introdotto i lavori.

“Questo incontro è stato organizzato – ha spiegato Rosita Cicoria – per fare luce sulla situazione molto confusa che riguarda la chiusura dei ppi di Montefiascone e Ronciglione, per cercare di informare i cittadini. Queste chiusure si riverseranno negativamente anche al pronto soccorso di Belcolle che è già al collasso”.

Poi ha preso la parola la consigliera regionale Silvia Blasi parlando della sanità laziale.

“Zingaretti è governatore della regione e al tempo stesso commissario – ha spiegato la Blasi – dove il commissario ha pieni poteri per le decisioni sulla sanità e sull’organizzazione della gestione dei servizi sul nostro territorio. Può aprire o chiudere qualsiasi struttura sanitaria. Zingaretti in campagna elettorale aveva assicurato l’uscita della sanità laziale dal commissariamento entro il 31 dicembre 2018 ma ciò non è avvenuto”.

La consigliera regionale del M5s ha approfondito anche il tema della trasformazione dei ppi di Montefiascone e Ronciglione in pat.

“Gli ospedali di Montefiascone e Ronciglione – ha aggiunto Silvia Blasi – sono stati convertiti in case della salute nell’atto aziendale del 2015 e al loro interno il ppi è visto come una struttura transitoria. I sindaci dei comuni interessati alla trasformazione dei ppi in pat hanno ricevuto una comunicazione dal ministero dove veniva ribadito che l’interlocutore deve essere la Regione perché è lei che si occupa dell’organizzazione dei servizi sul territorio. Questa trasformazione ha come punto di forza, nelle delibere della Asl, un risparmio di spesa di 350mila euro annui, ma è ancora tutto da verificare”.

Va fatta una battaglia – ha concluso la consigliera – per poter mantenere i servizi fondamentali di assistenza di base di cui abbiamo diritto che devono essere garantiti e non possiamo retrocedere di un passo su questo punto”.

Poi è intervenuto Gianfranco Pani del Meetup di Ronciglione che ha spiegato in modo dettagliato tutta la situazione partendo dal decreto ministeriale 70 del 2015, fino a specificare alcuni dettagli molto importanti, tralasciati da molti.

“È importante saper leggere il documento ministeriale che non è sbagliato di per sè – ha spiegato Gianfranco Pani – ma è sbagliata la sua applicazione. Infatti si sta facendo il contrario delle linee guida. Infatti nel decreto non si dice in nessun punto di cancellare i ppi e trasformarli in pat ma si parla di un servizio di emergenze mediche che è una rete distribuita su tutto il territorio con punti d’appoggio. Quando il decreto dice che è previsto un superamento dei ppi specifica che questo deve avvenire parallelamente all’organizzazione di tutta una rete di servizi di emergenza-urgenza sul territorio. Invece qui i ppi vengono sostituiti con dei pat, che non sono altro che ambulatori, dove per legge il medico non può fare determinate cure”.

Secondo Pani con la chiusura dei punti di primo intervento di Ronciglione e Montefiascone arriveranno undicimila pazienti in più al pronto soccorso di Belcolle, congestionandolo ancora di più.

Infine è stato annunciato che la consigliera comunale Rosita Cicoria presenterà una mozione da votare al prossimo consiglio comunale di Montefiascone per contrastare l’atto aziendale e per cercare di salvare il punto di primo intervento.

Michele Mari


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