Ronciglione – Tornano i Ris nella casa di Ronciglione dove il 3 febbraio scorso Maria Sestina Arcuri è caduta dalle scale morendo dopo 24 ore di agonia all’ospedale di Belcolle a Viterbo.
Questa mattina dalle 10,30 un nuovo sopralluogo. Almeno dieci gli uomini e le donne della scientifica sul posto in via Papirio Serangeli 7. Con loro il sostituto procuratore Franco Pacifici, il comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Viterbo Marcello Egidio e il maggiore Alfredo Tammelleo della compagnia di Ronciglione.
Sul posto anche Luca Cococcia, avvocato di Andrea Landolfi Cudia, indagato per omicidio volontario dalla procura di Viterbo.
“Siamo nel più assoluto riserbo – ha detto Cococcia – lasciamo la procura lavorare”. Per quanto riguarda poi le ferite di Maria Sestina Arcuri che non sarebbero compatibili con le scale. “Non posso rispondere”, ha ribattuto l’avvocato, aggiungendo che il suo assistito è ancora “in condizioni di affanno psicologico”.
Le operazioni sono iniziate questa mattina alle 10.30. Prima i carabinieri hanno bloccato gli accessi alla villetta dove sono avvenuti i fatti. Poi sono arrivati il sostituto procuratore, ufficiali dei carabinieri e l’avvocato di Landolfi. Dall’appartamento è stato un continuo vai e vieni della scientifica che più volte si è confrontata con Pacifici. Attorno a mezzogiorno, infine, sono arrivati altri periti che sarebbero stati chiamati dal Pm. Il sopralluogo è durato ore.
Landolfi Cudia continua a parlare di caduta accidentale. Secondo il racconto del 30enne ai carabinieri, la coppia, dopo aver trascorso la serata di domenica 3 febbraio in un pub di Ronciglione insieme al figlio piccolo di lui, nato da una precedente relazione, sarebbe rincasata intorno alle 2. Ma mentre salivano quei sedici gradini di marmo che portano al secondo piano, sarebbero entrambi scivolati.
Nonostante la caduta, Maria Sestina avrebbe insistito per andare a dormire. Ma avrebbe passato la notte tra dolori lancinanti e giramenti di testa. Finché non avrebbe iniziato a perdere sangue da naso e orecchie. All’alba la chiamata al 118. All’ospedale di Belcolle a Viterbo la venticinquenne arriva in coma. Sottoposta a un lungo e delicato intervento chirurgico per far riassorbire l’ematoma cerebrale, muore dopo 24 ore.
– I Ris tornano nella casa della tragedia, la nonna di Landolfi testimone oculare


