Viterbo – (g.f.) – “Io sono Chiara loro sono il caos, è oggi più che mai tristemente profetico”. Crisi in comune, scontro in maggioranza, consiglieri che vanno, consiglieri che vengono, assessori contesi, altri cacciati, per Chiara Frontini (Viterbo 2020) è una trama scontata. Prevedibile, anzi, già prevista.
“Come avevamo ampiamente detto – osserva Frontini – la coalizione è meno coesa che mai, a tutto discapito della città, ‘io sono Chiara, loro sono il caos’ è oggi più che mai tristemente profetico”. Rispolvera la frase dell’ultima campagna elettorale, non a caso. Quanto sta accadendo a palazzo dei Priori, però, forse nemmeno Frontini se lo immaginava. Quando la realtà politica supera la fantasia.
“Uno spettacolo penoso, la solita vecchia politica asservita alle logiche dei partiti – spiega Frontini – un primo cittadino inerte, prono alle beghe di coalizione e mancante di qualsiasi autorevolezza per farsi rispettare. Ad Arena forse non è chiaro che è l’uomo e non il ruolo che conferisce autorità.
Da un sindaco ci si aspetta che tracci la strada. Arena, al contrario, subisce le correnti del vento, e quando soffia tramontana, se non c’è un polso fermo a reggere il timone, la città sbanda”.
In balia del vento, quando si avvicina il momento d’approvare il bilancio. “Il momento più importante per un’amministrazione, in cui si decidono le priorità di investimento, come spendere i soldi di un’intera comunità, che risposte dare. Purtroppo a oggi i progetti concreti sono inesistenti”.
Nel frattempo, altro copione rispettato, l’assessora Claudia Nunzi è fuori dalla giunta. Revocate le deleghe. A Chiara Frontini ricorda qualcosa. “La vicenda Nunzi mi fa tornare alla mente i contorni di quanto accadde nel 2012. Anche allora si leggeva, fuori la Frontini o mozione di sfiducia.
Questo accade ai giovani nel sistema dei partiti. Almeno, a quelli che non si sottomettono alle logiche di convenienza. Certo, sentir parlare d’incapacità di reggere il confronto da chi è fuggito per tutto il periodo elettorale evitando i dibattiti diretti e dà in escandescenze ogni qualvolta gli si rivolga una critica, fa sorridere”. Il riferimento è al sindaco Arena.
“Come fa sorridere leggere che il primo cittadino abbia deciso di rimandare il rimpasto a dopo il bilancio per non creare dissapori nella maggioranza. Mi pare che i dissapori siano in uno stadio decisamente avanzato, tanto che si prevedono sedute di bilancio molto amare”.
Certo, opporsi è un conto, governare è altro. Chissà al posto di Arena, Chiara Frontini come si sarebbe comportata. “Innanzitutto, una situazione del genere non si sarebbe mai verificata, perché non siamo schiavi di nessun partito romano, non rispondiamo alle logiche di componenti e avremmo avuto una maggioranza coesa e con le idee chiare”.
Mentre riguardo a Claudia Nunzi: “Io l’avrei ringraziata per il servizio reso e le avrei fatto un in bocca al lupo per il suo futuro politico. Un sindaco non si mette a fare polemica e pettegolezzi di basso livello con una giovane che ha appena silurato. Pensi alla città, se ci riesce”.
