Viterbo – “La sicurezza si crea con la convivenza. Non con un decreto che presenta evidenti profili di incostituzionalità e chiare analogie con le leggi razziali fasciste del 1938”. E “non ci dimentichiamo che il nazismo è andato al potere con il voto e una costituzione democratica che è stata messa all’angolo a partire proprio dal tema della sicurezza”.
Enrico Mezzetti e Pierluigi Ortu presentano così l’incontro di domani in sala Regia, a Viterbo, Palazzo dei Priori. Fanno parte entrambi dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia. Tutte e due presidenti. Il primo, Mezzetti, provinciale. Il secondo, Ortu, della sezione di Viterbo.
Domani, alle ore 16,30, l’iniziativa che l’Anpi ha organizzato. Si parlerà del decreto sicurezza voluto dal ministro dell’interno Matteo Salvini. Il titolo, “I diritti umani nell’attuale contesto giuridico ed economico”. Interverrà Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte costituzionale.
Paolo Maddalena è docente e magistrato, un giurista che ha ricoperto l’incarico di giudice costituzionale. Il 17 luglio 2002 è stato eletto alla Corte costituzionale, nominato poi vice presidente nel dicembre del 2010. Tra i mesi di aprile e giugno 2011 ha svolto infine le funzioni di presidente della consulta.
“Il decreto sicurezza – spiegano Mezzetti e Ortu – presenta profili di incostituzionalità e anche analogie con le leggi razziali del 1938. Il tutto nell’indifferenza generale. E anche se alcuni punti del decreto verranno dichiarati incostituzionali dalla Corte, chi li ha voluti avrà lo stesso ottenuto il risultato sperato. Il populismo va in questa direzione. Screditare tutto quello che è cultura, autorevolezza e credibilità. Siamo di fronte a una vera e propria deformazione della democrazia”.
E se ciò non bastasse, “con questo decreto – proseguono Ortu e Mezzetti – stiamo preparando una bomba sociale. Una futura guerra civile, creando dei ghetti che prima o poi esploderanno”.
Secondo l’Anpi i profili di incostituzionalità del decreto sicurezza sono diversi. “Il decreto – sottolineano i due presidenti dell’associazione partigiana – viola principi costituzionali e umanitari fondamentali, come l’uguaglianza, la presunzione d’innocenza e il principio di assistenza. Ad esempio, per un certo tipo di reati, è prevista l’espulsione dell’immigrato dopo la condanna di primo grado. Si tratta certamente di reati gravi, ma l’articolo 27 della Costituzione prevede la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva. Sempre il decreto Salvini stabilisce che il trattamento nei centri di rimpatrio si possa protrarre fino a 120 giorni. E’ una forma di detenzione che non trova alcuna giustificazione nel dettato costituzionale, facendo dei centri dei veri e propri campi di concentramento. Si stabilisce inoltre la revoca, sempre a fronte di reati gravi, del diritto di cittadinanza per i migranti che lo hanno ottenuto. Un istituto pericolosissimo che fa venire meno il principio di uguaglianza tra i cittadini. Viene infine negato anche il patrocinio a spese dello Stato per i ricorsi contro il diniego della protezione. E viene negato a persone che non hanno risorse per potersi pagare un avvocato”.
La soluzione è la convivenza. E si può ottenere “garantendo a tutti gli stessi diritti – dicono Ortu e Mezzetti -, a partire dal diritto di cittadinanza che deve essere universale. La convivenza è prima di tutto il presupposto della sicurezza. Poi la convivenza è ricchezza, cultura e umanità. Valori che possono far crescere una società stanca, vecchia e decrepita come la nostra”.
Quindi, che fare? “Dobbiamo alzare la voce – sottolineano Enrico Mezzetti e Pierluigi Ortu – in piena continuità con la Costituzione. Il modo migliore per opporsi a una deriva pericolosissima è difendere la dignità dell’uomo”.
Daniele Camilli



