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Viterbo – Delitto del Suffragio, oggi è il giorno del giudizio per il 32enne Stefano Pavani accusato dell’omicidio volontario di Daniele Barchi.
Vittima il 42enne originario di Gaeta il cui corpo senza vita è stato trovato lo scorso 22 maggio in un monolocale al pianoterra al civico 16 di via Fontanella del Suffragio, uno dei vicoli adiacenti a corso Italia.
A dare l’allarme, facendo ritrovare il cadavere, la fidanzata di Pavani, in seguito a una lite al Serpentone di Bagnaia. Anche la donna è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio volontario in concorso.
Pavani, originario di Corchiano, è recluso da nove mesi nel carcere di Mammagialla.
Il tribunale ha accolto la richiesta di ricorso al rito alternativo dell’abbreviato avanzata dal difensore Luca Paoletti dopo la fissazione del giudizio immediato.
Rito che, in caso di condanna, prevede lo sconto di un terzo della pena. Il che significa che in caso di condanna all’ergastolo, purché non sia previsto l’isolamento diurno, la pena si riduce a 30 anni.
In caso l’imputato venga condannato all’ergastolo con l’isolamento diurno, sarebbe invece lo stesso condannato al “fine pena mai” in primo grado. Ferma la possibilità, per la difesa, di ricorrere in appello ed eventualmente in cassazione.
Il 32enne comparirà questa mattina davanti al gup Savina Poli, che lo giudicherà a porte chiuse con il cosiddetto rito abbreviato secco, decidendo cioè allo stato degli atti.
Non saranno sentiti testimoni, ma nel fascicolo sono entrate la perizia psichiatrica sull’assassino e l’autopsia sul corpo della vittima, depositate lo scorso autunno e affidate dal pubblico ministero Stefano D’Arma al medico legale Maria Rosaria Aromatario e alla psichiatra Cristiana Morera.

