Montefiascone – Una donazione per le famiglie bisognose di Amatrice.
Il 27 gennaio il montefiasconese Pietro Brigliozzi ha portato una donazione economica alle famiglie bisognose di Amatrice, paesino di circa duemila anime in provincia di Rieti semidistrutto dal terremoto del 24 agosto 2016 e successivamente dalle altre scosse del gennaio 2017.
Pietro Brigliozzi ha consegnato personalmente diverse buste con dentro alcune somme di denaro alle famiglie più povere del paese, in ricordo del figlio Marco, scomparso in un incidente stradale a pochi metri da casa nel maggio 2011 nella frazione di Zepponami.
La consegna è avvenuta domenica scorsa quando Giancarlo Brigliozzi, cugino di Pietro, ha organizzato una gita ad Amatrice con l’intento di portare solidarietà alla popolazione in difficoltà dopo il terremoto. Lo scopo della gita è stato quello di acquistare i prodotti nei negozi di Amatrice per cercare di dare un piccolo aiuto alla popolazione ancora in difficoltà.
Pietro Brigliozzi in totale riservatezza è andato oltre ogni aspettativa. Dopo aver effettuato i suoi acquisti come lo scorso anno, ha consegnato personalmente delle buste con diverse somme di denaro donandole alle famiglie più povere di Amatrice nel ricordo del figlio Marco.
Un gesto notevole e importante che ha fatto onore a lui, alla sua famiglia e ha portato in alto il nome di Montefiascone.
Brigliozzi non è nuovo a donazioni di questo genere, ma a volte tutto ciò non è sufficiente per avere risposte adeguate soprattutto a Montefiascone. Infatti circa tre anni fa la famiglia Brigliozzi si è resa disponibile a farsi carico delle spese per l’acquisto delle tribune, dal valore di 11mila euro, da installare nel campo da calcio, intitolato proprio al figlio Marco, e dove si disputano i campionati delle squadre minori in località Fontanelle.
Ma a tutt’oggi l’amministrazione comunale non ha avviato il progetto e il campo rimane privo delle tribune. A rimetterci è in primis il pubblico e i tifosi che sono costretti ad assistere alle partite in piedi vicino alla rete.
Michele Mari
