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Due rapine pistola in pugno, tradito dal nasone alla Cyrano

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Andrea Vitiello

Andrea Vitiello

Viterbo - Tenta due rapine pistola in pugno, arrestato - L'arma usata dal malvivente

 L’arma usata dal malvivente

Viterbo - Tenta due rapine pistola in pugno, arrestato - Il giubbotto usato dal malvivente

Il giubbotto usato dal malvivente

Viterbo - Tenta due rapine pistola in pugno, arrestato - L'arma e il giubbotto usati dal malvivente

L’arma e il giubbotto usati dal malvivente

Viterbo – Tenta due rapine pistola in pugno e le fallisce entrambe, poi il giorno dopo torna a chiedere scusa, cercando di convincere una delle vittime a non sporgere denuncia. 

Nel frattempo viene ripreso dalle telecamere della videosorveglianza e viene tradito da ulteriori due particolari che lo riguardano: l’andatura claudicante per via di un incidente stradale in cui è rimasto coinvolto pochi giorni prima e il naso straordinariamente pronunciato, alla Cyrano de Bergerac.


– Tenta due rapine pistola in pugno, arrestato


Una giornata no quella del 14 febbraio per Andrea Vitiello, il pregiudicato 45enne originario di Roma, con precedenti per spaccio e reati contro il patrimonio, arrestato dai carabinieri della compagnia di Viterbo per rapina a mano armata e recluso nel carcere di Mammagialla.

La sera di San Valentino ha tentato due colpi in un’ora, alle 18,30 e alle 19,30, terrorizzando le titolari del negozio di animali “Shower dog” di via Monte Santo e del negozio di giocattoli “La Coccinella” di via Mazzini. 

In via Monte Santo, al momento dell’irruzione del bandito, verso le 18,30, con il casco indossato e le mani nelle tasche di un giubbetto imbottito di colore verde, era presente anche un cliente alle prese con la toelettatura del proprio cane. Sulle prime, con fare gentile, Vitiello avrebbe chiesto dei soldi per la madre malata. Un attimo dopo è passato al “questa è una rapina”. Intuito che in cassa non c’erano soldi, si è dato precipitosamente alla fuga, ma l’andatura claudicante e il suo naso prominente non sono passati inosservati. 


Alla giocattolaia di via Mazzini: “Stavo scherzando”

Un’ora dopo, verso le 19,30, il 45enne ci ha riprovato alla Coccinella di via Mazzini dove si è introdotto passando sotto la serranda, già in parte abbassata, in quanto era l’orario di chiusura. Addosso aveva il solito casco di colore scuro, col logo frontale “Agv”, e per travisare il volto indossava una sciarpa tenuta fin sotto la bocca e teneva il cellulare appoggiato alla guancia sinistra, come se stesse facendo una telefonata.

Visto che non c’era nessuno oltre alla titolare ma non accorgendosi di essere ripreso dalle telecamere della videosorveglianza, in un attimo ha estratto dalla tasca dei jeans una grossa pistola di colore nero, intimando alla donna, che aveva già chiuso la cassa, di riaprirla e dargli il denaro.

Peccato che nel cassetto ci fossero solo pochi spicci. Al che il rapinatore, incredulo, continuando a sventolarle la pistola davanti alla faccia della vittima, le ha fatto estrarre anche l’altro cassetto, scoprendo che veramente di banconote non c’era traccia. Allora le ha chiesto la borsa, ma la commerciante  non aveva nemmeno quella, solo le chiavi per chiudere il negozio.

A quel punto il 45enne si è arreso. “Stavo scherzando”, le avrebbe detto, rimettendo la pistola in tasca e tentando una stretta di mano mentre si dava ancora una volta alla fuga, col solito naso pronunciato in bella vista, zoppicando e per la seconda volta in un’ora a mani vuote. 


– Multimedia: Fotocronaca – Video: Tenta due rapine pistola in pugno, arrestato


Le vittime: “Aveva il naso grosso e gli occhi spiritati”

Vitiello, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Rita Cialoni, scusandosi, ha detto “non ero in me”. Non sarebbe stato in sé anche secondo le vittime, che ai carabinieri avrebbero riferito di “un uomo italiano, con il naso piuttosto pronunciato, alto circa 1,70 metri, con gli occhi spiritati, come se fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”.

Il resto lo hanno fatto i filmati, acquisiti dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile che, grazie alle immagini, sono riusciti a identificare “senza ombra di dubbio” il pregiudicato 45enne, sia dal volto, che sebbene in parte travisato dal casco e dal cellulare era assolutamente riconducibile a lui soprattutto per il naso prorompente, nonché per il fatto che era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale che lo aveva reso zoppicante. 



In breve i militari hanno rintracciato il rapinatore in piazza Crispi e durante le successive perquisizioni, personale e domiciliare, hanno rinvenuto sia il giubbotto di colore verde, con cuciture orizzontali, zip verticale, due tasche ed il logo “Colmar” sulla manica sinistra nonché un evidente strappo posto sul retro, ripreso dalle telecamere, sia la pistola utilizzata, una fedele riproduzione dell’arma da fuoco da sparo Beretta 92 Fs di colore nero, priva del tappo rosso, e comunque ad aria compressa a pallini.

Ultima chicca. Vistosi scoperto, il giorno dopo il 45enne è tornato nel negozio di giocattoli, stavolta a faccia scoperta, nel tentativo di rabbonire la parte offèesa ed evitare ulteriori guai giudiziari, fornendo anche delle scuse per le condotte assunte, facendo però intimidire ancora di più la donna che, terrorizzata, ha chiesto l’intervento dei carabinieri. La prova del nove per gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi, che ha ottenuto dalla gip Rita Cialoni l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove Vitiello è tuttora ristretto in attesa di giudizio. 

Silvana Cortignani

 


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