Viterbo – Fotocopia libri interi per gli studenti, rischia una condanna penale la titolare di una copisteria di Viterbo. Nel negozio sono stati sequestrati 80 testi letterari integralmente duplicati nel corso di un blitz condotto dalla polizia postale assieme agli ispettori della Siae.
Era l’8 ottobre del 2013 quando, coadiuvati dal personale della polizia postale di Viterbo, all’interno dell’esercizio commerciale piombarono gli ispettori della Siae nell’ambito di una serie di controlli antipirateria.
“Furono sequestrati testi fotocopiati per intero, quando il limite massimo consentito per legge è del 15 per cento”, ha spiegato in tribunale il comandante della polpost Averaldo Piazzolla, presente all’operazione, alla prima udienza del processo.
La titolare è stata segnalata all’autorità giudiziaria per detenzione e riproduzione abusiva di opere letterarie, in violazione della legge sul diritto d’autore. E adesso il negoziante rischia una pena da sei mesi a tre anni di reclusione, oltre ad una sanzione proporzionata al valore commerciale delle opere copiate.
“Furono trovati complessivamente ottanta testi letterari interamente fotocopiati, messi in bella vista, un po’ sul bancone, un po’ su uno scaffale dietro il bancone, comunque non nascosti. Per quanto riguarda i contenuti, invece, hanno operato gli ispettori della Siae, che hanno verificato appunto come i testi fossero stati fotocopiati integralmente, quindi sono scattati il sequestro e la denuncia”, ha concluso il comandante Piazzolla.
L’illecita attività di fotocopia, in Italia, è sanzionata sia penalmente, sia sotto il profilo amministrativo. Disco verde per la fotocopiatura di libri, ma solo per uso personale (il che vuol dire che le copie non possono essere vendute) e, comunque, entro il limite massimo del 15 per cento delle pagine di ciascun libro. Per quelle parti di libro legittimamente fotocopiate (ossia per il 15%) è dovuto alla Siae un compenso (che quest’ultima poi dovrà versare agli autori e agli editori). Ciò non viene pagato dal cliente, ma dai responsabili dei centri di riproduzione fotocopie.

