Nepi – Riceviamo e pubblichiamo – La sezione Anpi “Emilio Sugoni” di Nepi , anche a seguito di quanto previsto dal protocollo Miur-Anpi, sottoscritto per: “Offrire alle istituzioni scolastiche di ogni genere e grado un sostegno alla formazione storica, dalla documentazione alla ricerca, per lo sviluppo di un modello di cittadinanza attiva”, ha promosso un incontro con gli studenti dei licei, linguistico e scientifico, della sede di Nepi dell’istituto d’istruzione superiore-Iss “Umberto Midossi”.
L’incontro verterà sul Giorno della memoria, istituito con legge n.211/2000, il 27 gennaio – giorno della liberazione dei sopravvissuti dal campo di sterminio di Auschwitz nel 1945.
All’incontro, che si svolgerà mercoledì 6 febbraio al palazzetto comunale di Nepi dalle 9,30 alle 11,30, prenderanno parte: Pietro Soldatelli sindaco di Nepi, Romano Rossi vescovo della Diocesi di Civita Castellana, Franco Chericoni dirigente scolastico dell’Iis “Umberto Midossi”, Peppe Sini responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo e Giocondo Gregori presidente della sezione.
E’ necessario che la memoria della Shoah diventi un insegnamento per il presente perché l’orrore di quanto accaduto non abbia più a ripetersi.
Direttivo sezione Anpi”Emilio Sugoni” di Nepi
“L’esperienza di cui siamo portatori noi superstiti dei Lager nazisti e’estranea alle nuove generazioni dell’Occidente, e sempre più estranea si va facendo a mano a mano che passano gli anni (…).
Per noi, parlare con i giovani è sempre più difficile. Lo percepiamo come un dovere, ed insieme come un rischio: il rischio di apparire anacronistici,di non essere ascoltati. Dobbiamo essere ascoltati: al di sopra delle nostre esperienze individuali, siamo stati collettivamente testimoni di un evento fondamentale ed inaspettato, fondamentale appunto perché inaspettato, non previsto da nessuno. E’ avvenuto contro ogni previsione; e’ avvenuto in Europa; incredibilmente, e’ avvenuto che un intero popolo civile, appena uscito dalla fervida fioritura culturale di Weimar, seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler e’ stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe. E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo:questo e’ il nocciolo di quanto abbiamo da dire”.
Primo Levi
Scrittore deportato e sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz
