Viterbo – (ma.ma) – “C’è un problema di Sicurezza!”. Da questa affermazione partirà l’incontro con padre Alex Zanotelli, organizzato al teatro san Leonardo Murialdo per venerdì 1 marzo.
Il missionario e attivista sarà a Viterbo per approfondire il tema dell’immigrazione e della sicurezza, ma anche per parlare di economia e recessione, disoccupazione giovanile, organizzazioni criminali. A coordinare l’incontro Paola Celletti del comitato Lavori e beni comuni. Tra gli interventi previsti quello dell’avvocato Carlo Mezzetti.
Alex Zanotelli nasce a Livo (Trento) nel 1938, completa i suoi studi a Cincinnati, negli Stati Uniti, e, nel 1964 diventa sacerdote. Fin da subito capisce che la sua strada è quella della missione.
Dal 1965 al 1978 vive in Sudan, nel 1988 è in Kenya e dal 1990 al 2002 vive a Korogocho, baraccopoli di Nairobi. Dall’aprile del 2002 risiede stabilmente a Napoli, nel rione Sanità. Le sue missioni sono raccontate anche nelle sue pubblicazioni: nel libro autobiografico ‘Korogocho – alla scuola dei poveri’ parla della sua vita tra gli abitanti di Korogocho. E’ stato anche direttore, dal 1978 al 1987, della rivista Nigrizia, mensile dei missionari comboniani dedicato al continente africano e agli africani nel mondo.
Tra le sue ultime pubblicazioni il libro ‘Prima che gridino le pietre’. Un testo che racconta il razzismo di ieri e di oggi, dando spazio all’idea di razzismo come potente macchina del consenso. Nel libro anche il racconto dell’esperienza del modello di integrazione di Riace e il ritratto di quell’Italia che rilancia il valore politico della disobbedienza civile.
E all’incontro di venerdì al teatro san Leonardo si partirà proprio dai temi di integrazione e solidarietà, dedicando spazio anche al decreto sicurezza. Argomento, quello del decreto sicurezza, approfondito da padre Zanotelli che, sulla piattaforma change.org, aveva lanciato una petizione in merito.
“Il 27 novembre 2018 sarà ricordato come il martedì nero della repubblica italiana perché il parlamento ha trasformato in legge il decreto sicurezza che è in netta contraddizione con i principi della nostra costituzione. E questo è avvenuto senza una discussione parlamentare e senza la possibilità di inserire emendamenti – si legge nella petizione -. Altro che centralità del Parlamento! E’ un brutto segnale per la nostra democrazia!”
Una legge che padre Zanotelli definisce sbagliata anche per gli italiani. “Il decreto sicurezza è una legge repressiva anche nei confronti degli italiani – si legge nel documento -. Rende reato, per esempio, il blocco delle strade o delle ferrovie (strategia nonviolenta attiva), proibisce l’assembramento di persone (elemento costitutivo della stessa democrazia), impone il daspo e gli sgomberi . E’ forse l’inizio di un sistema poliziesco guidato dall’uomo forte?”
Padre Zanotelli aggiunge: “La gravità di questo decreto sta nel fatto che nega i principi di solidarietà e di uguaglianza che sono alla base della nostra costituzione. Infatti questo decreto prevede per i migranti l’abolizione della protezione umanitaria, il raddoppio dei tempi di trattenimento nei centri per il rimpatrio (cpr), lo smantellamento dei centri sprar (sistema per i richiedenti asilo e rifugiati) affidati ai comuni (un’esperienza ammirata a livello internazionale, per non parlare di Riace), la soppressione dell’iscrizione anagrafica con pesanti e concrete conseguenze, l’esclusione all’iscrizione del servizio sanitario nazionale e la revoca di cittadinanza per reati gravi”.
Una legge che per il missionario non risolverà nulla. “Moltiplicherà il numero dei clandestini e degli irregolari che verranno sbattuti per strada. E l’effetto è già sotto i nostri occhi: tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa 40mila usciranno dagli spar – si legge nella petizione – . E sono spesso donne con bambini che hanno attraversato l’inferno per arrivare da noi! Così entro il 2020 si prevedono oltre 130mila irregolari per strada. E gli irregolari verranno rinchiusi nei nuovi lager, i cpr. A questi verrà ingiunto, entro sette giorni, di ritornare nei loro paesi. Ma né i migranti né il governo hanno i mezzi per farlo. Così rimarranno in Italia mano d’opera a basso prezzo per il caporalato del nord e del sud”.
Il missionario invita poi alla resistenza civile contro “una legge che trasuda la barbarie leghista e rappresenta un veleno micidiale per la nostra democrazia”.
E in conclusione l’appello finale con una specifica sul ruolo delle ong. “Questo razzismo di stato è poi sfociato in una guerra contro le ong presenti nel mediterraneo, per salvare vite umane, e alla chiusura dei porti, in barba a leggi nazionali e internazionali! Non c’è più legge che tenga, la legge la fa la maggioranza di turno al governo! E’ in ballo il diritto, la legge, la nostra stessa democrazia. E’ grave che ora anche il presidente della repubblica abbia firmato questo decreto. Non possiamo più tacere. Dobbiamo reagire”.
