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“Ospedale, l’entrata è un vero e proprio calvario”

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Daniela Scatolini

Daniela Scatolini

 
Tarquinia - L'entrata dell'ospedale

Tarquinia – L’entrata dell’ospedale

Tarquinia - L'entrata dell'ospedale

Tarquinia – L’entrata dell’ospedale

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Ho appreso la notizia che nell’ospedale di Belcolle sono state inaugurate dieci nuove sale operatorie ad alta tecnologia. 

Benissimo, sperando di trovare il personale specializzato, quindi assunzioni e sperando nel bacino di utenti che sia in crescita. 

Mi preme far notare al presidente Zingaretti e al direttore generale della Asl, Daniela Donetti, però che nel territorio non c’è soltanto l’ospedale di Belcolle, che copre una buona parte della richiesta, ma è presente anche l’ospedale di Tarquinia che ancora riesce a dare una discreta assistenza; nonostante i “tagli” e alcune, forse azzardate, scelte che hanno visto chiudere definitivamente alcuni reparti spostandoli in altre strutture (ginecologia e pediatria). 

Fortunatamente nonostante ciò, l’ospedale di Tarquinia ha ancora un buon bacino di utenze. Utenze che provengono da ogni paese della provincia di Viterbo. 

Vorrei comunque segnalare alcuni disagi che creano difficoltà all’utenza ma anche a chi presta volontariamente la propria opera nei servizi di assistenza. 

I trasporti in ambulanza sono un vero e proprio calvario: gli utenti e gli operatori sono costretti a seguire il percorso, probabilmente imposto dalla direzione, costituito dallo scivolo presente nella nuova entrata dell’ospedale e inaugurata solo qualche anno fa. 

Il tutto avviene sotto le intemperie, al freddo, sotto l’acqua, con il vento per circa quindici metri; una situazione insostenibile per dei pazienti che devono essere curati nel rispetto delle loro malattie. 

Un disagio che dura da diversi mesi, se non un anno, il tutto da quando è stata chiusa la originaria entrata principale, che a volte veniva utilizzata anche per accedere con le ambulanze, per dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza. Un accesso che veniva usato da tutti, visitatori, pazienti e ambulanze. 

Una soluzione che di certo non appare delle migliori, a mio avviso bisognerebbe realizzare un accesso chiuso solo per le ambulanze, come peraltro è già presente all’ospedale di Belcolle, in modo di poter entrare con l’ambulanza e far scendere il malato all’interno della struttura ospedaliera al caldo e all’asciutto e in modo di avere in accesso più veloce e diretto al Pronto soccorso senza fare tutto il corridoio. Questo significherebbe non avere disagi tra entrate e uscite delle varie persone. 

Quindi vorrei sollecitare l’intervento da parte degli organi sanitari affinché sia scelta una soluzione più consona e dignitosa per il malato e per gli operatori che sono costretti a “meandri” non sicuri per nessuno. 

Sollecito altresì la riapertura della “vecchia” entrata ormai chiusa da diverso tempo; ben vengano dieci sale operatorie evidentemente si prevede un buon incremento di pazienti. 

Mi viene da pensare, Zingaretti in testa, ma questi organi direzionali hanno la bacchetta magica oppure hanno ancora bisogno di tagliare i posti letto in altri bacini che non sia Viterbo? 

Daniela Scatolini 


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