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Perseguita l’ex moglie e minaccia di sfregiarla con l’acido

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Perseguita l’ex moglie, minacciando anche di sfregiarla con dell’acido. Finisce a processo per stalking un uomo che incolpa la ex moglie di averlo tradito. Ieri in aula, davanti al giudice Silvia Mattei, è stata ascoltata la vittima, i suoi genitori e un collega. 

Tutto è partito da una querela presentata ai carabinieri da una donna che da maggio 2017 a oggi verrebbe continuamente perseguita, minacciata e offesa dal suo ex marito. I due, sposati dal 2011 al 2017, hanno un figlio e a carico dell’uomo sarebbe in corso anche un altro processo per episodi precedenti il maggio 2017.

Questa la data su cui si sono concentrati accusa e difesa perché da quel momento l’imputato ha lasciato il tetto coniugale. Stando alla testimonianza in aula della vittima di stalking, l’uomo l’avrebbe continuamente tormentata. La motivazione, secondo la donna, risiederebbe in una fortissima gelosia e nell’accusa nei confronti della donna di avere un amante.

La ricostruzione della parte offesa è stata un riepilogo di vari episodi contrassegnati da atti persecutori. 

In particolare l’uomo si sarebbe più volte fatto trovare nei pressi del bar vicino al luogo di lavoro della vittima. In quel bar la donna qualche volte avrebbe preso un caffè con due colleghi, ma sempre osservata e spiata dal marito che si faceva trovare o all’interno del locale o nei pressi a bordo della sua automobile.

Nell’ottobre 2017 l’imputato avrebbe scattato anche delle foto alle targhe dei colleghi che prendevano il caffè in compagnia dell’ex moglie. Quegli scatti, per la difesa, avrebbero immortalato anche qualche gesto affettuoso della donna verso un suo collega; affettuosità, negata dall’imputata, che avrebbe fatto infuriare l’ex marito che l’avrebbe poi raggiunta al bar apostrofandola come “una poco di buono” e strattonandola per una spalla. 

Ma oltre a i pedinamenti ci sarebbero state anche le minacce. “Guarda ho una pistola e posso ammazzare sia te che i tuoi genitori, dovete stare attenti a come finite” e  ancora “Io so menarti in un modo che nessuno vede e quindi non potrai fare la denuncia”. Queste alcune delle frasi che la vittima, stando alla sua testimonianza, si sarebbe sentita rivolgere dall’ex marito. 

La donna in aula ha detto di avere paura e di sentirsi minacciata. Nello specifico la vittima ha riferito di aver alterato le sue abitudini di vita per via della paura, vedendosi costretta in più occasioni a chiedere un aiuto ai suoi genitori o ai suoi vicini per non essere lasciata sola. Ad oggi a rendere la vittima più serena il divieto di avvicinamento stabilito nei confronti dell’uomo.  

L’uomo si sarebbe lasciato andare a degli eccessi d’ira anche in presenza dei carabinieri. Almeno due gli episodi in strada in cui l’ex marito geloso apostrofava la donna come una poco di buono e l’accusava di tradirlo. 

In aula come testimoni sono stati ascoltati anche la madre e il padre della vittima. La madre in particolare avrebbe confermato l’atteggiamento aggressivo dell’ex genero in diverse occasioni e ha chiesto al giudice di intervenire perché particolarmente preoccupata per l’incolumità della figlia. “Io lavoro dove c’è dell’acido, io le rovino il viso”, è una delle frasi che la madre in aula ha detto di aver sentito pronunciare dall’imputato. 

Ascoltato anche un collega della vittima che ha riferito che altri colleghi durante qualche caffè al bar gli avevano indicato un uomo additandolo come il marito della vittima. Almeno due gli episodi in cui l’imputato avrebbe osservato da poco lontano il gruppetto di amici.

La difesa ha chiesto al testimone se la presunta vittima avesse una frequentazione con un collega. La risposta fornita non è però stata chiara in quanto per il teste la donna frequentava un collega, non sapendo però riferire se in termini di amico o altro. 

La difesa ha chiesto inoltre di depositare tra gli atti la trascrizione di alcuni messaggi di luglio 2017 che potrebbero dimostrare un tentativo di riavvicinamento voluto dalla vittima verso l’ex coniuge. La vittima in aula ha ammesso di aver mandato qualche messaggio per tentare di riappacificarsi, ma ha datato i messaggi a inizio giugno 2017, poco dopo la definitiva rottura dei rapporti. 

Il giudice Silvia Mattei al termine delle testimonianze ha rinviato l’udienza al 22 febbraio, data in cui probabilmente verrà ascoltato l’imputato. 


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