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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I vigili urbani di Viterbo come i pastori sardi. Dopo la protesta del latte è in arrivo la rivolta delle palette. Non c’è mai fine al peggio: non bastavano i problemi, il clima di incertezza e di paura portati all’attenzione pubblica qualche settimana fa.
La polizia locale di Viterbo rileverà gli incidenti stradali con orario continuato h24, non solo nella città di Viterbo ma su tutto il territorio comunale che, come noto, raggiunge i confini di Marta, Vetralla, Celleno, Montefiascone, Tuscania, comuni della Cimina ecc.
Ciò determina un aggravio economico delle casse comunali e un blocco delle mansioni ordinarie della polizia locale, ma soprattutto comporta un aumento dei tempi d’intervento e di rischi alla sicurezza dei soggetti coinvolti. Comporta anche rischi alla sicurezza degli operatori stessi, al momento sprovvisti di mezzi, tutele e soprattutto di risorse umane necessarie per assicurare sia la qualità e prontezza del soccorso, sia la tempestività degli atti irripetibili ed urgenti di polizia giudiziaria.
Ricordiamo a chi l’avesse dimenticato le notevoli incombenze che già spettano alla polizia locale e cioè: codice della strada, edilizia, ambiente, commercio, polizia amministrativa, polizia giudiziaria, residenze, permessi, ordinanze, procedure sanzionatorie e ricorsi dal giudice di pace ecc.
La nuova disposizione è stata emanata senza una minima concreta previsione di strutture e mezzi che assicuri organizzazione, coordinamento e sicurezza nell’intervento. Come si può pretendere d’inviare una pattuglia di due unità a rilevare un sinistro stradale su strade statali, regionali e provinciali a venticinque chilometri di distanza dal comando, in uno scenario notturno alquanto diverso, pericoloso e spesso con condizioni meteorologiche avverse? Una sola risposta a questa domanda: si può trasformare il comando in un’unità di pronto intervento per il rilievo di sinistri stradali, cessando lo svolgimento di tutte le altre attività, mansioni indispensabili per il cittadino e l’intera collettività.
Questa sigla sindacale ha tentato ripetutamente di richiamare l’importanza di questioni nevralgiche che affliggono il comando di polizia locale da anni, ma le posizioni di propaganda (Daspo, disponibilità volontaria di alcuni soggetti ad effettuare servizi notturni, ecc) hanno sempre prevalso sul buon senso.
Dulcis in fundo, si ipotizza anche la riduzione delle giornate festive di riposo. Indubbiamente un buon inizio d’anno, non resta che prendere spunto dai pastori sardi e iniziare la rivolta delle palette.
Lucio Corbucci, segretario provinciale Uil Fpl

