Tuscania – Rogo vicino alle case, in due a giudizio. E’ il pauroso incendio divampato a Tuscania la mattina dell’11 agosto 2012, in via degli Ulivi, in prossimità di diverse abitazioni, per domare il quale i soccorritori hanno impiegato oltre tre ore.
Due gli imputati finiti a processo perché presunti responsabili del rogo divampato vicino a civili abitazioni e anche a un centro sportivo.
Ieri in aula, davanti al giudice Silvia Mattei, è stato ascoltato un carabiniere della forestale che 13 giorni dopo il rogo, il 24 agosto, fece degli accertamenti sul posto. Al termine della testimonianza il magistrato ha rinviato il processo al 22 febbraio.
Era l’11 agosto del 2012 quando i vigili del fuoco, la forestale e la protezione civile (di Ischia di Castro, Cellere e Viterbo) avevano cercato di domare un grosso incendio divampato a Tuscania, in via degli Ulivi, vicino al centro sportivo.
Le operazioni di spegnimento del rogo si erano rivelate fin da subito difficoltose per via del vento che aveva alimentato le fiamme. Cinque gli ettari di terreno andati in fumo, tra sterpaglie e bosco. Le fiamme avevano anche avvolto il tetto di un casolare di campagna e la siepe di una casa.
– Rogo a Tuscania, fiamme vicino alle case
Il teste ha spiegato di essersi recato sul posto per effettuare dei rilievi con il Mef, “metodo evidenze fisiche”, utilizzato in Italia dal 2002 e impiegato dai carabinieri forestali in convenzione con l’ateneo della Tuscia.
Il Mef, come spiegato in aula dal teste, è servito per individuare la probabile area di propagazione e il punto di innesco delle fiamme.
Per l’accusa quest’ultimo, ossia il punto di innesco dell’incendio, coinciderebbe con una gabbia per cani dove si stavano effettuando dei lavori che in piena estate, complici le alte temperature e il vento, avrebbero prodotto delle scintille da cui sarebbe poi divampato l’incendio. Incendio che, stando alle ricostruzioni in aula, sarebbe divampato tra le 11 e le 11,30 circa di mattina.
In aula il carabiniere della forestale ha specificato di aver trovato “una gabbia metallica per cani con punti di saldatura vecchi e nuovi”. Particolare, quest’ultimo che avrebbe fatto dedurre ai carabinieri che qualcuno avesse effettuato dei lavori piuttosto recenti sulla gabbia. Il testimone ha aggiunto in aula che proprio accanto alla gabbia era stata individuata l’area bruciata e che attraverso l’analisi del Mef proprio “quel punto doveva essere quello d’origine dell’incendio”.
Per il carabiniere i lavori di saldatura alla gabbia avrebbero potuto generare delle scintille dalle quali a loro volta sarebbe divampatio l’incendio, complici la vegetazione secca estiva e il forte vento. Il testimone ha poi concluso affermando che per lui i lavori non andavano fatti in quel periodo in piena estate.
Al termine della testimonianza la difesa ha chiesto l’analisi delle Tabelle meteo dell’Areonautica militare per vagliare la direzione del vento nella giornata dell’11 agosto 2012.
Il giudice Silvia Mattei ha rinviato l’udienza al 22 febbraio quando accusa e difesa riferiranno in aula in merito allo studio delle tabelle.
Maurizia Marcoaldi
