Viterbo – “La regione Lazio è stata condannata dalla corte di appello di Roma alla rimozione delle barriere architettoniche presenti in una stazione della tratta ferroviaria Roma-Viterbo e al risarcimento della mamma di un ragazzo disabile che per anni ha dovuto affrontare un vero e proprio calvario per accompagnare il figlio a scuola”. Lo scrive il FattoQuotidiano.it.
Il giornale, nella sua versione online, spiega: “La vittoria arriva dopo 5 anni di battaglie legali da parte di Maria Cristina Abballe che, per gli spostamenti giornalieri con il figlio Alessandro, affetto da una grave disabilità motoria e cognitiva e costretto alla sedia a rotelle, deve fare un autentico percorso a ostacoli nella stazione di Rignano Flaminio per salire sul treno”.
La corte di appello di Roma ha rigettato il ricorso della regione contro la sentenza di marzo 2016 del tribunale di Tivoli. “Abballe – si legge nella sentenza di appello pubblicata dal FattoQuotidiano.it – aveva diritto all’eliminazione delle barriere architettoniche che impedivano l’accesso alla stazione, da qualificarsi come vero e proprio diritto costituzionale della persona”.
Il commento della signora Abballe dopo la sentenza: “Ora mi aspetto che la regione renda accessibile la stazione per me, mio figlio e tutte le persone nelle mie condizioni”.
