Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – La formulazione del decreto ministeriale 70/2015 rappresenta il più recente tentativo di riorganizzazione della rete ospedaliera nazionale e continua a suscitare ampie perplessità sia per il merito, sia per il metodo e per la sua rigidità più che rappresentare un tentativo di riorganizzazione, risulta essere un tentativo di imposizione dettata da numeri.
Come associazione Progetto Viterbo e provincia, raccogliamo le difficoltà riscontrate dai cittadini e ne rappresentiamo le loro perplessità su come verranno riorganizzati i punti di primo intervento degli ospedali di Montefiascone e Ronciglione e la relativa incidenza sul pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, mentre nella sua ampiezza, sulla regione Lazio va ad incidere in 13 comuni e circa settantamila abitanti.
I punti di primo intervento sono quelle strutture che, distribuite sul territorio e con orari di attività articolato nell’arco delle 12 o 24 ore giornaliere secondo le esigenze locali, dispongono di competenze cliniche e strumentali adeguate a fronteggiare e stabilizzare, temporaneamente, le emergenze in situazioni di minore criticità e bassa complessità
In sintesi, andando nello specifico come previsto al punto 9.1.5 del decreto ministeriale 70/2015, i Ppi come Montefiascone e Ronciglione con casistica inferiore a 6mila accessi annui saranno direttamente affidati al 118 come postazione territoriale.
Nella sua articolazione risulta un decreto di difficile lettura e lascia ampi spazi a dubbi e perplessità, almeno per i comuni cittadini. Nei suoi punti rimane oscuro capire se i Ppi rimangono e con quali funzioni, in quale misura il 118 può fare rete vista la carenza di mezzi, medici, infermieri specializzati e autisti, così come rimane oscuro capire la funzionalità dei Pat – Presidi ambulatoriali territoriali non previsti e inseriti nel decreto in che misura e competenze dovrebbero articolarsi.
Un dato comunque emerge chiaro nel decreto: l’imposizione di un minimo di posti letto per acuti e post acuzie molto più basso rispetto ad altre realtà europee, con 2,7 posti per mille abitanti.
Quando si parla di salute, sarebbe bene ricordarsi che nell’articolo 32 della Costituzione si legge al comma 1: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Un principio sacrosanto, che va trattato e tutelato con le dovute maniere dando risposte certe ai cittadini.
Mario Tofanicchio
Progetto Viterbo e provincia
