Viterbo – Cesare Romano c’è. Cercato e rintracciato. E purtroppo vive in una specie di scantinato. Un magazzino, per l’esattezza. Quello delle case popolari in via dei Pellegrini, a Viterbo, proprietà del comune. In una condizione in cui nessun essere umano si dovrebbe mai trovare. L’ennesima situazione riscontrabile in un alloggio popolare comunale. Basta pensare a Vincenzo Filoscia. Qualche tempo fa, sempre su questa testata. Filoscia adesso sta meglio, in un’altra struttura. Sano e salvo. Meno male.
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Cesare Romano ha 62 anni e l’impressione è che non stia bene. Il suo nome è uscito fuori da un’intervista, fatta al commissario straordinario Ater, Ivan Grazini. In risposta a un’altra situazione difficile. Quella della famiglia di Massimo La Rosa e Sonia Gardini che occupano un appartamento in via Ridolfi, al “serpentone” di Bagnaia. Titolare dell’alloggio popolare è Cesare Romano, che da quella casa, a un certo punto, se ne è andato. “Non sappiamo dove sia – ha detto Grazini -. Non lo sanno neanche i carabinieri”, ha poi aggiunto.
Viterbo – Cesare Romano in piazza del Gesù
Viterbo – Le condizioni in cui vive Cesare Romano
Cesare Romano è uno degli assegnatari degli appartamenti comunali in via dei Pellegrini. Cinque famiglie spostate al “serpentone” un paio di anni fa per lavori di ristrutturazione, che non sono stati ancora realizzati. Da Viterbo a Bagnaia. Una situazione cui il commissario Grazini ha detto basta. Se entro tre mesi il comune non sistema gli appartamenti in via dei Pellegrini facendo ritornare le cinque famiglie nei loro legittimi appartamenti partiranno le procedure di sfratto col rischio che le famiglie assegnatarie diventino “occupanti senza titolo”, come Grazini stesso ha precisato.
Viterbo – Gli alloggi popolari del comune in via dei Pellegrini
Viterbo – L’ingresso degli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini
Cesare Romano stava prima in via dei Pellegrini. Da lì è stato spostato in via Ridolfi da dove, tra dicembre e gennaio, se ne è andato. E’ tornato in via dei Pellegrini. Alloggi popolari di proprietà comunale. “Mi ha dato un appoggio un amico mio del palazzo – ha detto Romano – e sto qui a dormire. Non c’è bagno, non c’è riscaldamento, non c’è acqua. Non c’è niente qua dentro”. Cesare Romano è tornato in via dei Pellegrini, ma non nel suo vecchio appartamento. E’ stato sistemato da un amico dentro un salone, “dove fanno l’assemblea”, precisa Romano. Una specie di magazzino dove sono accatastate le sue cose e quelle di altre persone. Dorme su un materasso rimediato. In mezzo a scatoloni, elettrodomestici, mobili, vestiti e cianfrusaglie varie. Dentro fa freddo e non ci sono servizi, di alcun tipo. Romano non può lavorare. Un intervento al cuore e gambe gonfie e tumefatte glielo impediscono. A mala pena riesce a fare le scale. E’ solo, divorziato e non ha figli. Vive di pensione, quella d’invalidità, 296 euro al mese.
Viterbo – Il letto su cui dorme Cesare Romano
Viterbo – Le condizioni in cui vive Cesare Romano
“Per mangiare – spiega Romano – vado alla mensa dei poveri. Per lavarmi vado al bar. Con la scusa di andare in bagno, mi lavo pure. Per i bisogni, la mattina mi alzo presto e vado al bagno. Sempre al bar, quello che apre alle sette. Per riscaldarmi, solo coperte”.
Il comune sa di questa situazione? Risponde Romano. “Il comune lo sa, ho fatto la lettera, pure il sindaco lo sa. M’hanno fatto vedere una casa a Santa Barbara (quartiere di Viterbo ndr), ma l’hanno murata. Hanno murato la porta per non fare entrare dentro le persone”. Cioè per impedire occupazioni.
Viterbo – Cesare Romano
Viterbo – Le condizioni in cui vive Cesare Romano
Cesare Romano c’è, è vivo e questa è già una buona notizia. Però il dato rimane, e non è certo dei migliori. Cosa succede in via dei Pellegrini? Perché, come lo stesso commissario Ater si domanda, le case popolari comunali non sono ancora state sistemate? Perché le famiglie assegnatarie non sono rientrate ancora nei loro legittimi appartamenti? Perché Cesare Romano vive nella sala delle assemblee ridotta a magazzino in via dei Pellegrini senza servizi igienici, al freddo e senza la possibilità di lavarsi e cucinare? Chi e perché gli ha “assegnato” lo spazio in cui adesso vive? A che titolo lo ha fatto? Come è possibile che il comune non si sia accorto di nulla? Eppure, lì vicino, a due passi contati, c’è piazza del Gesù. Dove ancora lavorano persone per bene. Una delle piazze principali di Viterbo. Sotto gli occhi di tutti. Anche del comune.
Daniele Camilli
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