Viterbo – La direzione della casa circondariale di Viterbo ha precedentemente aderito al progetto “Protect”, presentato il 5 febbraio nella sala stampa della cittadella della salute a Viterbo e portato avanti dalla Società italiana di medicina e sanità penitenziaria in partnership con il ministero della giustizia italiana, l’università la Sapienza di Roma, l’università di Braga in Portogallo e l’associazione non governativa croata Healthy.
Coinvolgerà anche i detenuti per crimini sessuali ristretti nella sezione protetti di questo istituto. Gli interventi porteranno i soggetti ad una corretta gestione di esperienze ed emozioni lungo un percorso di riabilitazione personale e sociale.
La direzione ha avviato anche un altro progetto, “Cambiare dentro”, ideato dall’associazione Centro di ascolto uomini maltrattanti di Roma onlus (Cam Roma) e finanziato dalla regione Lazio, indirizzato ai condannati per reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.
Anche questa attività si propone, attraverso esperti criminologi e psicologi, di favorire la comprensione dei motivi che hanno indotto alla commissione di tali azioni delittuose, nell’ottica di favorire un percorso di valutazione tesa a prevenire il rischio di recidiva dopo la condanna.
La data dell’8 marzo, scelta per la presentazione del progetto alla popolazione detenuta ha assunto, quindi, anche una valenza simbolica e l’iniziativa ha raccolto il consenso di tutti i presenti che hanno garantito la partecipazione.
