Viterbo – Due persone denunciate: il dirigente di medicina protetta dell’ospedale di Belcolle, Giulio Starnini, e un addetto del reparto, il vertice dell’unità operativa, indagati dalla procura di Viterbo per truffa ai danni dello stato e falso. 170, invece, le persone segnalate, tra cui medici, infermieri e dipendenti pubblici, per le quali sarebbero state eseguite abusivamente 315 analisi di laboratorio.
Sono i numeri della recente inchiesta della Guardia di finanza, coordinata dalla pm Paola Conti, che “ha scoperto – come sottolineano gli inquirenti – una falla nel sistema di controllo ed esecuzione delle analisi cliniche interne alla struttura sanitaria”. Le 170 persone segnalate, le cui posizioni sono al vaglio dei militari del nucleo economico-finanziario, nella sola unità operativa di medicina protetta, avrebbero abusivamente usufruito di prestazioni sanitarie a carico dell’ospedale di Belcolle senza pagare il ticket, evitando code e saltando l’ordinaria procedura di prenotazione.
I finanzieri hanno scoperto che diverse analisi richieste dall’unità operativa di medicina protetta non avrebbero riguardato i pazienti ricoverati, ma medici, infermieri, dipendenti pubblici, loro conoscenti, amici e parenti. 170 persone, che avrebbero usufruito di analisi del sangue, di laboratorio e di routine, alcune anche dal valore di pochi euro. Analisi che sono risultate prive dei presupposti per accedere alla procedura preferenziale.
Le fiamme gialle, durante le indagini, hanno monitorato oltre 3mila nominativi presenti negli archivi della Asl di Viterbo e verificato i presupposti di circa 12mila esami eseguiti dal laboratorio di analisi di Belcolle. L’inchiesta ha preso spunto dalla maxinchiesta, sempre della Guardia di finanza e della pm Conti, sui furbetti del cartellino del servizio immunologico dell’ospedale viterbese, sfociata a gennaio 2017 in 23 indagati per assenteismo.
Per l’indagine sui furbetti del ticket nel reparto di medicina protetta, i finanzieri si sono avvalsi della collaborazione della direzione generale e amministrativa della Asl. Per l’azienda sanitaria di Viterbo si tratta di “un fenomeno che, seppur circoscritto nei numeri, è inaccettabile e intollerabile”. E si dice pronta “a intraprendere nelle sedi opportune tutte le azioni legali finalizzate al recupero del danno erariale subito e alla salvaguardia dell’immagine dell’azienda e dei suoi dipendenti”.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

