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“Fanghi da depurazione nel Marta, ho scritto perfino al ministro dell’ambiente”

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Cobalb - Il direttore generale Massimo Pierangeli

Cobalb – Il direttore generale Massimo Pierangeli

L'avvocato Vincenzo Dionisi

L’avvocato Vincenzo Dionisi

Bolsena – (sil.co.) – Fanghi da depurazione nel fiume Marta, si difende davanti al giudice il direttore generale del Cobalb.

Massimo Pierangeli, difeso dall’avvocato Vincenzo Dionisi, ha parlato ieri davanti al giudice Silvia Mattei nell’ambito del processo per presunti reati ambientali risalenti al 2015 in cui è parte offesa il ministero dell’ambiente.

Il direttore del Cobalb, con l’occasione, ha chiesto l’acquisizione nel fascicolo di una poderosa documentazione da lui stesso raccolta, tra cui le leggi pro Cobalb che non sono mai state finanziate e i solleciti da lui stesso inviati negli anni  alle più svariate autorità e istituzioni, non ultima la lettera inviata allo stesso capo del dicastero dell’ambiente.

Durante l’udienza di ieri, sono stai sentiti anche gli ultimi due testimoni dell’accusa, ovvero due militari della captaneria di porto che nel 2014 hanno effettuato i controlli sul presunto cattivo smaltimento nel Marta dei fanghi dell’impianto di depurazione del lago di Bolsena. 

Al centro dell’inchiesta, il sistema di depurazione sito in località San Savino, nel comune di Marta.

Pierangeli, secondo l’accusa, nella sua veste di legale rappresentante e direttore del Cobalb, avrebbe violato la normativa ambientale in quanto avrebbe “gestito illecitamente rifiuti costituiti dai fanghi di depurazione, smaltendoli nel fiume Marta senza l’autorizzazione prevista dalla normativa vigente”. Inoltre, sempre nella sua veste di legale rappresentante e direttore del Cobalb, avrebbe “depositato in modo incontrollato rifiuti costituiti da fanghi di depurazione, all’interno delle vasche collocate nel sistema di depurazione sito in località San Savino, nel comune di Marta”. 

Accuse pesanti che, secondo il difensore Vincenzo Dionisi non dovevano essere rivolte al direttore del Cobalb. “Si tratta di una società per azioni –sostiene il legale, che ha prodotto al riguardo anche una visura della camera di commercio – l’eventuale responsabile non è il direttore generale, che è un semplice dipendente, ma l’amministratore unico. Il direttore non ha alcun potere su gestione e amministrazione”.

Il collettore circumlacuale del Cobalb raccoglie i liquami provenienti dalle fognature di otto comuni: Bolsena, Montefiascone, Marta, Capodimonte, Valentano, Gradoli, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo. 

Dopo avere sentito il direttore generale Pierangeli, il giudice Mattei ha rinviato il processo al prossimo 13 novembre, giorno in cui è prevista anche la sentenza. 


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