Viterbo – (g.f.) – Finché c’è crisi c’è speranza.
Una coalizione di centrodestra che non ha la minima idea su come uscire da una crisi senza senso e senza fine, oggi s’incontra con il sindaco Giovanni Arena .
L’impressione, fino a ieri sera è che nemmeno nel centrodestra sapessero bene cosa fare e a quale santo votarsi. A parte Santa Crisi.
All’inaugurazione dell’impianto Therma Oasi sulla Cassia nord ieri c’erano tutti. Battistoni (FI), Santucci (Fondazione), Rotelli (FdI), Fusco (Lega), oltre al primo cittadino. Tra un brindisi e l’altro, qualcuno in disparte a discutere. O delle proprietà dell’acqua termale o della crisi. Forse più la seconda.
Capannelli in ordine sparso e qualcuno, volendo maggiore discrezione, direttamente fuori dalla struttura, nel parcheggio.
Ma le consultazioni si sono allargate. Oltre il confine del centrodestra.
Mauro Rotelli (FdI) si è messo a confabulare con l’assessore di Montefiascone, Fabio Notazio. Pare che gli abbia chiesto se dal colle falisco avesse qualche idea su come risolvere la crisi, o in subordine se non avesse un posto da capogruppo vacante al consiglio comunale montefiasconese. Per Paolo Bianchini (FdI) sarebbe l’ideale. Soprattutto perché lontano da Viterbo.
Francesco Battistoni (FI) si è invece intrattenuto con il consigliere regionale Pd Enrico Panunzi. Pare che gli abbia domandato se fosse in grado di sentire l’ex sindaco Leonardo Michelini e chiedergli di tornare in comune. Un cambio in corsa. Purtroppo Panunzi non gli è potuto essere d’aiuto, il numero di Michelini non ce l’ha più.
Dal canto suo, il sindaco Giovanni Arena ha chiesto a uno che coi numeri almeno da 1 a 10 ci sa fare, l’ex assessore Daniele Sabatini, di fargli due conti, per capire se la sua amministrazione arriverà fino a Pasqua oppure fino a Ferragosto.
Non avendo ricevuto aiutini esterni, al centrodestra non è rimasto che sperare che la notte porti consiglio. Di certo la scorsa non l’ha portato. Anzi, il consiglio l’ha fatto saltare. Divergenze.
FdI se n’è andata per non votare la delibera sul recupero urbano. Eppure, in commissione, seppure con qualche distinguo era passata.
Forse si è voluto lanciare un messaggio. Politicamente, chiedere di votare un atto di una certa importanza, con una crisi ancora non risolta, è troppo.
Arena non l’ha presa bene e ieri mattina con un comunicato ha fatto la ramanzina ai suoi. Quelli assenti. Ma ieri sera erano tutti nuovamente insieme d’amore e d’accordo. In apparenza.
Oggi è un altro giorno. Si vedrà.


