Viterbo – (g.f.) – La crisi in comune si tinge di rosa. Un altro giallo.
“La giunta è illegittima – tuona Giacomo Barelli consigliere Viva Viterbo – e le delibere eventuali sono a rischio annullamento”.
La storia è nota. Con l’uscita di due assessore, Laura Allegrini e Claudia Nunzi, la quota di genere del 40% non è più rispettata. Se n’è andato pure Marco De Carolis, ma questo poco cambia.
Sono in sette, compreso il sindaco. Solo due le donne, Sberna e Mancini. Numero ben lontano dalla percentuale prevista per legge. Appena il 28,5%.
Diversi comuni sono stati richiamati dai prefetti. Uno per tutti, Anzio lo scorso agosto Stesso numero, sei assessori, il sindaco e due assessore.
Ma accadde anche a Viterbo con Marini sindaco e le regole non erano, allora, così stringenti.
Oggi la legge 56 del 2014 è chiara. “Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a tremila abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”. È a matematica.
“Di conseguenza – spiega Barelli – o il sindaco Arena sistema la situazione, o non fa delibere, che altrimenti sono viziate”.
Il rosa è in difetto, Barelli non vede azzurro ma nero. “Sono pronto a fare ricorso – avverte Barelli – e faccio appello al prefetto affinché faccia rispettare la legge, ripristinando quanto la legge prevede, nella giunta Arena”. Non necessariamente, per Barelli, Arena deve inserire assessore in squadra. “Può anche decidere di togliere assessori uomo e rientrare nei parametri previsti”.
Il primo cittadino è pronto a convocare gli assessori, quelli rimasti. “Ma le delibere possono essere dichiarate illegittime e si può ricorrere per la decadenza di tutta la giunta. E se insistono nel non voler provvedere, c’è sempre il Tar”. Una ragione in più per uscire al più presto da un’intricata crisi.
