Acquapendente – (sil.co.) – Processo lampo per stalking a carico di un 33enne originario di Grosseto, ma residente ad Acquapendente, per il quale è stata accolta dal tribunale la richiesta di giudizio immediato avanzata dal sostituto procuratore Michele Adragna.
Venerdì scorso la prima udienza del processo, davanti al giudice Gaetano Mautone. Contro l’imputato, difeso dagli avvocati Romano Pesciaroli e Enrico Valentini, si è costituita parte civile la ex convivente, una 28enne, assistita dall’avvocato Vincenzo Dionisi.
Il 33enne avrebbe maltrattato la donna anche davanti al figlioletto della coppia, un bambino di nemmeno quattro anni. Rimproverato dalla compagna, in quanto spesso in stato di ubriachezza, nel febbraio 2018, sarebbe arrivato a cacciarla di casa, costringendola da allontanarsi per chiedere aiuto senza scarpe.
A maggio dell’anno scorso, sempre in preda ai fumi dell’alcol, avrebbe sferrato un coltello, minacciando di uccidersi, quindi si sarebbe allontanato, facendo ritorno nell’abitazione soltanto la mattina successiva. Ossessionato dalla gelosia, inoltre, convinto che la compagna lo tradisse, sempre a maggio dell’anno scorso, l’avrebbe cacciata ancora una volta da casa.
“Zoccola, troia, bocchinara”, sarebbero diventati in breve gli appellativi all’ordine del giorno. “Se scopro chi è il tuo amante, faccio una strage”, le avrebbe ripetuto per mesi, fino a luglio 2018. Quando la vittima, alla fine, lo ha lasciato, avrebbe preso a perseguitarla, seguendola anche sul posto di lavoro, insultandola davanti a tutti con frasi come “vai zoccolona, stasera ti diverti”, nei giorni in cui spettava a lui la cura del figlio minore.

