Latera – Porta a cena la moglie e la picchia davanti alla figlia di 8 anni, sarò processato il prossimo 2 aprile col rito ordinario per maltrattamenti in famiglia e lesioni.
Nessun rito alternativo per il moldavo arrestato lo scorso 27 gennaio a Latera e rimesso in libertà dopo la convalida col solo divieto di avvicinamento, per permettere all’uomo di lavorare e continuare a mantenere la famiglia, come chiesto dal difensore Giuseppe Potestio.
Il legale ieri mattina ha chiesto al giudice Roberto Colonnello il processo col rito abbreviato condizionato all’audizione della moglie, che avrebbe voluto sentire sulla situazione familiare, per capire se i presunti maltrattamenti in famiglia non siano in realtà dei singoli episodi. Rito che, in caso di condanna, avrebbe consentito all’imputato lo sconto di un terzo della pena.
Il giudice, però, ha rigettato la richiesta, disponendo il processo col rito ordinario, durante il quale saranno ascoltati sia la vittima, sia uno dei carabinieri intervenuti in soccorso della donna come chiesto dal l’accusa, sia il fratello dell’imputato per la difesa.
Era sabato sera quando i carabinieri del nucleo radiomobile di Tuscania, coi colleghi della stazione di Valentano, lo hanno arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
Il giudice, a gennaio, ha convalidato il fermo per il solo reato di lesioni personali, l’unico per il quale si potesse parlare di quasi flagranza, avendo i militari trovato la donna sanguinante in macchina col marito. Ma al processo deve comunque rispondere anche di maltrattamenti in famiglia.
La coppia sarebbe stata a cena in un ristorante, insieme alla figlioletta di lei, quando l’uomo, forse ubriaco, avrebbe perso le staffe. Prima avrebbe iniziato a insultare la donna e poi sarebbe passato alle mani, picchiandola a calci e pugni.
Immediata la chiamata ai soccorsi. I sanitari del 118 hanno subito trasportato la donna al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle, dove i medici hanno prestato le prime cure e dove è stato anche attivato il Protocollo rosa. Per la vittima, i sanitari hanno emesso una prognosi di 30 giorni.
Il processo sarà celebrato il 2 aprile e per quel giorno è prevista anche la sentenza.
Silvana Cortignani
