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Pusher in libertà dopo l’arresto, la procura ricorre e scattano i domiciliari

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Il procuratore Paolo Auriemma e la pm Paola Conti

Il procuratore Paolo Auriemma e la pm Paola Conti

Viterbo – Pusher in libertà dopo l’arresto, la procura ricorre al riesame e scattano i domiciliari.

Tolleranza zero della procura contro lo spaccio. E’ finito ai domiciliari a distanza di quattro mesi dall’arresto, quando fu rimesso in libertà dal giudice, un 38enne viterbese fermato lo scorso 14 novembre dalla polizia a Ronciglione, mentre tornava da Roma con un carico di cocaina assieme a un albanese 28enne, che invece da allora è recluso a Mammagialla.

“Tolleranza zero contro lo spaccio di stupefacenti. Non ci fermiamo all’arresto non convalidato, ma se riteniamo ci siano elementi, andiamo fino in fondo, come abbiamo fatto per la rissa dell’estate scorsa a San Faustino”, hanno sottolineato ieri la pm Paola Conti e il procuratore capo Paolo Auriemma, spiegando le ragioni per cui il riesame ha emesso la misura di custodia cautelare sollecitata dalla procura di Viterbo. 

“A maggior ragione quando si tratta di droga, come in questo caso – hanno detto -. Dobbiamo far capire a certa gente che è ora di farla finita. A Viterbo circola una quantità di droga imbarazzante. Analizziamo ogni fatto di droga fino alla fine, e se il primo step non va in porto, passiamo al secondo step”, hanno proseguito i magistrati, elogiando l’operazione portata a termine d’iniziativa dal personale della squadra mobile. 

In macchina furono scovati 34 involucri di cocaina, per un peso complessivo di 677 grammi, pari a 2096 dosi da immettere sul mercato, secondo le analisi sullo stupefacente condotte dalla polizia scientifica. A casa dell’italiano, inoltre, fu rinvenuto un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. 

Dopo la convalida, il giovane era stato rimesso in libertà senza alcuna misura, avendo ammesso di essersi sì recato a Roma per acquistare della cocaina, ma che la droga da lui comprata era per uso personale, mentre la gran quantità di pacchetti sequestrati in auto erano del passeggero albanese, cui si era limitato a dare un passaggio, su richiesta del pusher che gli aveva venduto la cocaina, in quanto avrebbe alloggiato presso la Caritas di Viterbo. 

A mettere a segno il blitz sono stati gli agenti del nucleo antidroga della squadra mobile della questura di Viterbo, che da qualche tempo seguivano i movimenti della coppia sospettando che dietro i frequenti viaggi tra il capoluogo e la capitale si nascondesse una fiorente attività di spaccio. Fatto sta che, dopo la convalida dell’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, il 38enne è stato rimesso in libertà senza alcuna misura cautelare, mentre l’albanese è finito a Mammagialla, dove so trova tuttora detenuto.

Ma la versione dell’italiano non ha convinto la procura che, nella persona del sostituto Paola Conti, titolare dell’inchiesta, ha fatto ricorso al tribunale del riesame di Roma che ha dato ragione alla pm, concedendo la misura degli arresti domiciliari. Misura che, non avendo fatto ricorso in cassazione la difesa, è stata applicata proprio in questi giorni, contestualmente a una ulteriore perquisizione a casa dell’indagato, durante la quale sono stati rinvenuti altri due bilancini di precisione, a conferma della prosecuzione dell’attività di spaccio anche dopo l’arresto di novembre. 

Silvana Cortignani

– 34 involucri di cocaina nell’auto, arrestati


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