Viterbo – (dan.ca.) – Reddito di cittadinanza, partenza al rallentatore nella Tuscia. Al Caf della Cisl le domande inoltrate sono state in tutto 25. Ma gli appuntamenti presi fino al 15 marzo sono oltre 110. E la stessa situazione si riscontrerebbe anche nei Caf delle altre organizzazioni sindacali.
Anche alle Poste, dove è possibile compilare e inoltrare la domanda, ieri pomeriggio il numerato messo a disposizione per il reddito di cittadinanza, ma non solo per quello, non superava ancora le 50 unità.
“Le organizzazioni sindacali in questo momento sono fondamentali – ha detto la responsabile del Caf Cisl Federica Burla – altrimenti il reddito di cittadinanza avrebbe stentato a partire. Fra l’altro la disponibilità stessa dei moduli è arrivata molto tardi rispetto al previsto”.
Comunque sia la gente comincia a rispondere. Non come nelle grandi città. “Qui – prosegue Burla – i numeri sono ovviamente più limitati, e forse hanno giocato un ruolo anche i telegiornali del giorno prima che invitavano le persone a non accalcarsi, ma di sfruttare anche i giorni successivi. Ciononostante il sindacato ha fatto la sua parte dimostrando d’essere un vero e proprio corpo intermedio e al tempo stesso un punto di riferimento per tutti i cittadini”.
A fare richiesta, per il momento, sono soprattutto i disoccupati. “Su 25 persone che hanno inoltrato la domanda – ha spiegato Burla – 23 sono disoccupate. Età media 50 anni. Quattro gli stranieri”.
“Sono qui per avere informazioni – ha dichiarato Ayomi Jayasinghe dello Sri Lanka -. Per sapere se posso presentare domanda. Ho tre figli e soltanto mio marito lavora. Le sole informazioni che ho avuto, le ho avute dalla televisione”.
“Io l’ho saputo dal commercialista – ha detto invece Eleonora Monti di Viterbo -. Le possibilità per presentarla ci sono. E penso che questo provvedimento sia una cosa buona, utile per tutti gli italiano”.
Alle Poste centrali non c’è uno sportello ad hoc per chi fa richiesta del reddito di cittadinanza, ma un numerato specifico, con cui fare anche altro. “Tutti gli sportelli – racconta un impiegato – sono predisposti per ricevere la domanda e tutti quanti sono preparati all’inoltro della stessa. Per garantire un minimo di privacy è stato deciso soltanto per una tipologia di numero differente rispetto agli altri. Questo per dare una corsia preferenziale garantendo la riservatezza delle persone”.
Il reddito di cittadinanza è una misura di contrasto alla povertà e uno strumento associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale. I beneficiari devono infatti sottoscrivere un patto per il lavoro o un patto per l’inclusione sociale. Il tutto con percorsi personalizzati.
Chi lo richiede deve essere maggiorenne e cittadino italiano o dell’Unione Europea. Possono richiederlo anche gli stranieri in possesso del permesso di soggiorno UE. È inoltre necessario essere residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.
Tra gli altri requisiti richiesti, è necessario presentare un Isee inferiore a 9360 euro,
un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro e un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6000 euro per i single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia.
Il reddito di cittadinanza dura al massimo 18 mesi, durante i quali il titolare riceverà anche tre proposte di lavoro. Se le rifiuta tutte, perde il diritto. L’importo complessivo varia a seconda delle condizioni economiche, ma non può comunque superare i 9360 euro l’anno, vale a dire 780 euro mensili.
Per fare domanda c’è tempo fino al 30 marzo.
Daniele Camilli





