Tarquinia – “Le campagne elettorali si fanno sui progetti e sulle persone, e non parlando male dei candidati e di quello che hanno fatto”.
Sono tre le liste che sosterranno Alessandro Giulivi alle elezioni comunali di Tarquinia. Oltre a quella della Lega ci sono le due civiche “Noi con Tarquinia” e “Futura”.
La presentazione si è svolta il 16 marzo, nella sede elettorale di via XX Settembre. Tra i partecipanti l’ex vice sindaco Renato Bacciardi.
“Abbiamo deciso di creare queste due liste perché molte persone della società civile tarquiniese non si ritrovano propriamente nella Lega – aggiunge il candidato sindaco -. Ognuna delle due liste avrà un proprio percorso legato però a un progetto complessivo con tre linee guida: il recupero della storia, la rigenerazione della città e la riprogettazione del il futuro. Dobbiamo riportare Tarquinia a misura d’uomo, riqualificando il tessuto urbano, il tessuto politico e il tessuto lavorativo. Il lavoro deve essere una priorità. I giovani hanno il diritto di lavorare nel proprio paese”.
Sono stati tanti i temi affrontati dal candidato della Lega. Il primo quello dell’ospedale.
“Fa parte della storia di Tarquinia – dice Giulivi -. Molti ospedali periferici stanno chiudendo. Quello della nostra città deve diventare una struttura di primo soccorso importante con medici qualificati. Purtroppo le leggi nazionali sono fatte con i numeri. Ci sono circa 6 milioni di euro in Regione da spendere per il pronto soccorso e le sale operatorie. I soldi sono nostri, ci aspettano”.
Netta la posizione sulla Trasversale. “La devono smettere di imporci le cose – afferma -. Quando sarà condivisa andremo a vedere dove e come realizzarla. Hanno fatto passare l’autostrada sull’Aurelia, perché non costruire la superstrada sull’Aurelia Bis?”.
Esclude l’applicazione della legge regionale 28 del 1980 per la località di San Giorgio: “Un problema di 40 anni non si risolve in poco tempo. Sta diventando una questione di carattere sociale. Vanno tutelate le famiglie che hanno una sola casa. Dobbiamo metterci le mani una volta per tutte, perché non può diventare il problema di tutte le elezioni. La legge regionale 28 del 1980 non potrà mai essere attuata. Non ci sono le risorse economiche”.
Critico sul teatro San Marco. “Il teatro così com’è non serve a niente – sottolinea -. Deve essere trasformato in una sala multifunzionale per convegni e congressi e poi, forse, in teatro. Se no non regge. Facciamo la fine della piscina. Il comune deve spendere i soldi per le cose che servono. Il teatro da solo non porta cultura. Occorre valorizzare per esempio figure come quelle di Vicenzo Cardarelli, Titta Marini e Sebastian Matta”.
Il candidato della Lega evidenzia la necessità di riorganizzare il comune: “Salvini ci ha fatto il regalo della quota 100. Vale anche per gli uffici comunali. Ci troveremo a ricrearli. Devono essere funzionali ai cittadini. I clienti del comune siamo noi. I settori devono essere 5 o 6. Non di più”.
Gli assessori della giunta e il vice sindaco saranno esterni e tecnici. “Gli assessori devono portare avanti un programma – dichiara Giulivi -. Se non lo fanno devono andare a casa senza creare problemi politici. La politica deve cambiare e tornare in consiglio comunale, nella sua sede naturale”.
Tra le prime cose da fare nei primi 100 giorni una pulizia generale della città. “L’estate andrà via per le date delle elezioni. Il primo atto sarà far tornare Tarquinia una città pulita, riordinano i servizi del verde e dell’igiene ambientale”.
Sulle alleanze il candidato della Lega ribadisce “che le liste, di cui al momento non ci sono i referenti, sono aperte a tutte “le persone di buona volontà. Serve un coinvolgimento maggiore di donne e giovani. Soprattutto i giovani, perché l’età media dei candidati sindaco è molto alta”.
Giulivi definisce il centro storico “un grande malato. I negozi chiudono e ci sono pochi servizi. Servono parcheggi e una viabilità nuova. Il comune deve creare le condizioni per far rinascere il tessuto economico”.
Non esprime un giudizio sull’operato del commissario prefettizio Giuseppe Ranieri. Infine sul bando per l’assegnazione dei servizi al museo etrusco: “Ci stanno lavorando – spiega –. La parte più importante è quella del reinserimento dei lavoratori. Il tempo stringe. Ci proviamo, ma non dipende da noi”.
Daniele Aiello Belardinelli




