Washington – Il Fondo monetario internazionale taglia drasticamente le stime di crescita dell’Italia per il 2019.
Rispetto al documento pubblicato a ottobre 2018, l’organizzazione guidata da Christine Lagarde ha ridotto dello 0,9% le previsioni di progressione del Pil tricolore, portandolo allo 0,1%.
Il Fmi considera l’Italia uno dei fattori di rischio globale per via degli “investimenti precipitati”, lo spread elevato e l’incertezza fiscale, che possono trasmettersi a tutta l’Eurozona. Proprio ai rendimenti alti è collegato il rischio di “mettere sotto pressione le banche, pesare sull’attività economica e peggiorare la dinamica del debito pubblico”.
Le stime di crescita dell’organizzazione di Washington sull’Italia si collocano in linea con quelle di Standard & Poor’s, anch’esse allo 0,1%. Ancora peggio si era pronunciata l’Ocse (-0,2%), mentre la Commissione europea si attestava sullo 0,2%. Secondo il governo, la crescita italiana del 2019 sarà dell’1%.
Le previsioni del Fmi sono negative anche a livello mondiale. Le stime di crescita globale, infatti, sono state tagliate dal 3,6% al 3,3%.
