Viterbo – Prima gli italiani? No, prima chi ha diritto a un alloggio. Scontro a distanza in maggioranza.
Elisa Cepparotti (Lega) annuncia durante una conferenza stampa la revisione del regolamento per l’assegnazione di case popolari, privilegiando chi è cittadino italiano. Un classico leghista.
Passati alcuni giorni e sollecitata da Giacomo Barelli (Viva Viterbo), Antonella Sberna, assessora ai Servizi sociali FI, dice la sua. Stessa maggioranza, punti di vista opposti.
Facendo attenzione a svicolare ogni polemica con gli alleati, dosando le parole, comunque qualcosa Sberna la dice.
“La legge regionale – spiega Sberna – ma anche la norma nazionale, ci impongono quello che dobbiamo fare. Esistono pochi spazi di manovra, ci atterremo a quanto previsto”.
A incalzare la responsabile ai Servizi sociali, ci ha pensato Barelli. “Altro che prima gli italiani – spiega Barelli – prima quelli che hanno diritto, italiani o stranieri che siano. Non prima gli italiani o chissà cosa. Come la corte costituzionale ha già spiegato, fermando altri comuni che ci avevano provato.
Finché sarà in vigore la nostra Costituzione, questa è la norma”.
Prima qualcuno piuttosto che qualcun altro non funziona. “È brutto e squalificante dire prima gli italiani – continua Barelli – oltre a essere un principio incostituzionale”. Mentre l’amministrazione ha altro di cui occuparsi.
“I tantissimi alloggi occupati abusivamente di cui il comune deve farsi carico – ricorda Barelli – un problema annoso”. Lo sa bene, l’assessora Sberna.
“Spero che si riescano a ripristinare, magari dall’avanzo vincolato di bilancio – auspica Sberna – fondi per il contributo affitti. Le famiglie che potrebbero rimanere fuori dall’assegnazione, avrebbero la possibilità d’ottenere un sussidio per la locazione”. Italiani o stranieri che siano.

