Viterbo – Violenza di gruppo. La notizia diffusa dalla polizia dell’arresto di Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci, rispettivamente consigliere comunale a Vallerano e militante CasaPound ha fatto il giro di tutti i media nazionali e non solo.
Sono intervenuti politici di primo piano, da Salvini a Di Maio alla ministra Trenta. Parole di condanna. Ma c’è chi parla di diffamazione. In un commento a uno degli articoli pubblicati da Tusciaweb su Facebook, c’è chi scrive qualcosa che assomiglia molto da vicino a una minaccia. Nemmeno troppo velata.
“Attenzione a diffamare quando non ci sono ancora sentenze – scrive l’account Carlo Sassi – fare gli splendidi su Facebook è facile. Poi però ci sono anche ripercussioni! E chi vuole capire capisca (se ci riesce)”.
Il profilo non ha foto, non sono visibili le amicizie o altre informazioni. Pare proprio creato ad hoc. C’è solo un disegno, un’immagine avatar.
Un utente gli risponde quasi subito: “Che fanno? Gli danno le carezze come al ragazzo a Vallerano?”. Ricordando la vicenda del giovane preso a cinghiate.
Mentre a un altro utente il dubbio viene: “Carlo Sassi, scusa, stai minacciando qualcuno? Perché ciò che dici ha anche senso, ma il modo in cui lo scrivi è decisamente molto simile ad una intimidazione”.
Stesso dubbio di un altro utente: “Carlo Sassi sembra una minaccia?”.
Ma il diretto interessato non risponde. Tanto che qualcuno fa notare: “Carlo Sassi è un profilo falso”.
Se così fosse, chi si nasconde dietro l’avatar? E quella frase, dal tono parecchio inquietante, cosa voleva significare e soprattutto, a chi era rivolta? Chi vuole difendere a tutti i costi i due indagati di CasaPound, senza neppure metterci la faccia?



