Viterbo – Caciara, assoluta, totale. Quando si riuniscono insieme le commissioni Bilancio (seconda) e Turismo (quarta), l’esito è inesorabilmente questo.
Anche ieri, per l’ennesima volta si doveva discutere dell’imposta di soggiorno, ma ancora una volta non si è andati oltre la caciara.
Perché dopo la presentazione della delibera senza parere contabile, incompleta, che ha costretto a rinviare la precedente riunione con un nulla di fatto e “un’altra figura di merda” (commento di un consigliere di centrodestra), ieri si è consumato un altro deprimente bis.
La minoranza non ha ricevuto il documento, che sarebbe dovuto arrivare come da regolamento, 24 ore prima. C’è stato un errore. Solo la maggioranza via email l’ha ricevuto.
Una dimenticanza degli uffici. La fretta, cattiva consigliera.
Il presidente Stefano Caporossi prova a svicolare. “Ne abbiamo già discusso abbondantemente – precisa Caporossi – eravamo tutti d’accordo, a mio modo di vedere si può comunque procedere”.
Bel tentativo. Vano, ma bello.
Questione di forma, per la minoranza e quando si tratta di regole, la forma è sostanza. Caos. Seduta sospesa. C’è chi prevede scenari apocalittici. Oggi, senza l’ok alla delibera sull’imposta di soggiorno non si può discutere nemmeno il bilancio nella sua completezza.
Sono già state convocate commissioni a raffica. Alle 10 la terza, alle 15 la seconda per il bilancio nella sua completezza, non votato ieri mattina. Colpa di un altro rinvio. E alle 17 tocca all’imposta di soggiorno. Dopo il bilancio. Un bel problema. Tanto che le convocazioni sono state rimescolate. Si accettano scommesse sulle rimostranze dell’opposizione.
Confusione. Tanto che a Caporossi, vedendo la minoranza poco collaborativa scappa: “C’è la necessità di creare un po’ di caciara”. Tra i banchi della minoranza non la prendono molto bene. E il centrodestra torna all’attacco.
Gianluca Grancini (FdI) vorrebbe votare l’imposta. “Ne abbiamo discusso ampiamente”. Ampiamente ma non sufficientemente. Evidentemente.
Tocca ancora una volta a Sergio Insogna (Fondazione) il ruolo di paciere. “Rimandiamo, mi pare la cosa più logica”. Ma non si fa sfuggire l’occasione per una battuta. “La mia solidarietà alla minoranza – spiega Insogna – che vuole i documenti e poi non li vota”.
Un bel caos, la confusione regna sovrana e ieri era pure il primo aprile. Ma non si è trattato di un pesce d’aprile. Purtroppo.
Giuseppe Ferlicca
– “Altra figura di merda”, centrodestra ko in commissione

