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“Coltivazione intensiva delle nocciole, siamo sicuri che gioverà all’economia?”

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Rosita Cicoria

Rosita Cicoria

Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo il lago di Vico, anche il lago di Bolsena è finito nel mirino della coltivazione intensiva delle nocciole.

Questo accade perché secondo il progetto “nocciola Italia”, messo in campo dalla Ferrero, si prevede un incremento della produzione del 30% entro il 2025, all’incirca 20mila ettari in più di noccioleti e, essendo la provincia di Viterbo la prima produttrice di nocciole in Italia, questo progetto andrà a colpire soprattutto i nostri territori.

Come è ormai ben noto, la coltivazione della nocciola fa parte di quelli coltivazione di carattere intensivo, altrimenti non si arriverebbe mai agli alti livelli di produzione che richiede il mercato, tutto questo pero va a danno dell’ambiente in cui viviamo ed è un costo che non possiamo permetterci di pagare.

Infatti per arrivare al fabbisogno che richiede il mercato, è necessario l’utilizzo di sostenute quantità di fitofarmaci e fertilizzanti, con l’inevitabile aggravamento delle problematiche ambientali legate al territorio e conseguente riduzione della biodiversità.

Ciò è comprovato da un documento presentato dell’Isde di Viterbo a maggio del 2018, dove vengono denunciati i gravi livelli di inquinamento ed eutrofizzazione delle acque del lago di Vico dovuti all’utilizzo di sostanze fertilizzanti e fitofarmaci.

Siamo proprio sicuri che questo tipo di coltivazioni gioveranno all’economia ed all’attività imprenditoriale del nostro territorio come affermato dall’assessore Fabio Notazio? Oppure non si farà altro che arrecare danni enormi ed irreversibili alle acque del lago di Bolsena e a tutto l’ambiente circostante?

Sempre l’assessore Notazio parla di controlli, facendo sorgere due domande:

1) Qualora si dovessero giustamente prevedere dei controlli sulle coltivazioni, ciò implica che vengano fissati dei limiti all’uso di fitofarmaci, ma che succede poi quando i parassiti che attaccano le piante con il passare del tempo diventano sempre più resistenti e di conseguenza si dovrà fare ricorso ad un uso sempre maggiore uso di queste sostanze?
Alziamo i limiti cosi come è stato fatto per i livelli di escherichia coli nelle acque perché i depuratori non funzionano?

2) I controlli saranno gli stessi che sono stati fatti al CO.BA.L.B.? Se così fosse possiamo anche dire addio al nostro lago.
Apprezzabile invece la posizione presa dai sindaci con l’ordinanza che, per una volta, hanno dimostrato di stare dalla parte giusta ovvero a difesa dell’ambiente, con un atto condiviso quasi da tutti gli amministratori intorno al lago di Bolsena.

L’ambiente andrebbe sempre difeso e conservato, anche se purtroppo fino ad oggi tutto questo non è stato fatto, soprattutto da chi poteva farlo anzi, è stato usato come un bancomat per puri interessi economici.

Rosita Cicoria Portavoce
Movimento 5 Stelle Montefiascone


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