Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Presso il cup di Montalto di Castro e Pescia Romana continuano a essere presenti i disservizi nonostante le varie segnalazioni da me effettuate e nonostante io stessa, più volte, abbia messo a disposizione la mia esperienza lavorativa per potere eliminare ogni tipo di disagio agli utenti.
Tuttavia i cittadini continuano a gridare che non ci sono servizi adeguati alle richieste degli utenti, i quali non vengono minimamente ascoltati.
Come è rimasto inascoltato il volere degli oltre 3mila cittadini firmatari del progetto sanitario da me prodotto sia in regione, sia in occasione della visita dell’ex ministro della salute, progetto agli atti del comune di Montalto di Castro, senza che nessuno a oggi mi abbia risposto.
Tale progetto (protocollato presso l’ente pubblico comunale in data 24 settembre 2014) era stato realizzato allo scopo di migliorare i servizi, eliminando i disagi e costruendo una rete medica per accedere ai servizi sanitari con inserimento di specialisti per visite ed esami diagnostici, il tutto per migliorare la vita degli utenti/pazienti.
Nonostante ciò oggi, per l’ennesima volta, lo sportello cup continua a fornire disagi anziché risolverli, una situazione al limite della decenza e del rispetto dei malati costretti a subire la beffa di doversi rivolgere a Tarquinia per le urgenze.
L’apertura dello sportello cup avviene solo per tre giorni settimanali con orari assolutamente non consoni e non sufficienti a coprire le richieste. Tra l’altro per quanto riguarda Pescia Romana, siamo all’apoteosi, ciascun utente che deve cambiare il proprio medico di famiglia deve recarsi al cup di Tarquinia per tale variazione. Farebbe prima recandosi a quello di Orbetello,
I cittadini aspettano in silenzio e con rassegnazione che qualche dirigente, sindaco, presidente della regione e/o assessori di riferimento, anziché farsi i selfie da pubblicare sui social (ricordo l’ultimo che ritraeva il sindaco, l’assessore Valentini unitamente alla direttrice del distretto di Viterbo durante la visita effettuata a seguito di altra mia segnalazione di disservizi), facciano quello che prevede la normativa per risolvere i problemi degli utenti.
Siamo arrivati al limite massimo della sopportazione, qualcuno deve porre fine a tali disastri.
Tra l’altro apprendo con una certa costernazione e meraviglia che la giunta del comune dove ho depositato il mio progetto, il 21 maggio 2015 (dopo circa un anno dal deposito del più volte descritto progetto) ha deliberato una ristrutturazione completa dell’immobile denominato Villa Ilvana ai fini di un adeguamento e di implementazione funzionale.
A questa deliberazione hanno fatto seguito la determinazione del 31 dicembre 2016, la determinazione del 29 dicembre 2017 e la determinazione del 28 febbraio 2019 che attuano l’atto di indirizzo della Gm del 2015.
Dalla prima lettura di quanto sopra emerge chiaramente che questa amministrazione, ma anche la precedente, abbia intenzione di ristrutturare e far funzionare l’immobile denominato Villa Ilvana, quello che mi lascia perplessa è se tale ristrutturazione sarà uguale al mio progetto a cui il sindaco Caci in prima persona non ha mai fornito una risposta.
Daniela Scatolini
