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“Eri come un sole che illuminava le nostre vite”

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Villa San Giovanni in Tuscia - I funerali di Viola Miccoli

Villa San Giovanni in Tuscia – I funerali di Viola Miccoli

Villa San Giovanni in Tuscia - Viola Miccoli

Villa San Giovanni in Tuscia – Viola Miccoli

Villa San Giovanni in Tuscia - I funerali di Viola Miccoli

Villa San Giovanni in Tuscia – I funerali di Viola Miccoli

Villa San Giovanni in Tuscia - I funerali di Viola Miccoli

Villa San Giovanni in Tuscia – I funerali di Viola Miccoli

Villa San Giovanni in Tuscia - I funerali di Viola Miccoli

Villa San Giovanni in Tuscia – I funerali di Viola Miccoli

Viterbo – “Un angelo di Dio è tornato in cielo”. Viola Miccoli, la giovane ragazza uccisa a 16 anni da una malattia rara, scoperta tre anni fa. Mille giorni di calvario, poi “Dio l’ha chiamata a sé”. Ieri mattina i funerali, nella chiesa di San Giovanni Battista, a Villa San Giovanni in Tuscia. In piazza tutto il paese e tantissime persone provenienti dalle realtà vicine dove la madre Francesca e il papà Marco sono molto conosciuti.

“Un sole che illuminava le nostre vite”, hanno detto gli amici dei familiari.

“Quando una così giovane vita si spegne non sappiamo farcene una ragione – ha commentato il sacerdote don Paolo Canalis durante l’omelia -. Una bambina è purezza assoluta e Gesù è sempre alla ricerca di anime degne che lo aiutino in tanti modi”.

A Villa San Giovanni, piccolo comune tra Blera e Vetralla, è lutto cittadino. Aspettano tutti l’arrivo di Viola, e lo fanno piangendo. Con grande dignità, quella di chi nel corso della sua vita ha conosciuto dolore e sacrificio. Tenendo ben alta la testa e salde le spalle. Lavoratori, persone meravigliose, gente per bene. La piazza di fronte alla chiesa è piena. L’abbraccio di tutti alla famiglia. Le vie attorno sono invece deserte e i negozi tutti quanti chiusi. In chiesa non si riesce neanche a entrare. Una compostezza incredibile, un rispetto assoluto. Si sentono gli applausi che scandiscono gli interventi di amici e parenti, di chi, in questi anni, ha conosciuto la piccola Viola. Compagni e compagne di scuola, maestre, vicini di casa.

“Era una ragazza che sapeva amare solo come un bambino sa amare – ha raccontato don Paolo -. E per un bambino amare è come respirare. Tesori di inestimabile valore. Come un sole che si irradia e splende su tutti noi, illuminando le nostre vite”.

Il silenzio ha poi scandito gli ultimi istanti, dall’altare alla scalinata della chiesa. Si sentivano soltanto i singhiozzi, il pianto di Francesca, le lacrime a segnare il volto di Marco. Una vita durissima, un dolore immenso.

“Era così forte – hanno detto gli amici della famiglia dall’altare – una luce di speranza. La vediamo ancora. La vediamo ancora camminare con i suoi capelli sciolti”.

Viola Miccoli nasce all’ospedale Belcolle di Viterbo il 9 ottobre del 2002. A 13 anni scopre di essere affetta da una malattia rara. Da quel momento, solo visite e ricoveri in ospedale. Tutti le sono stati accanto, fino all’ultimo momento.

“Te ne sei andata via in silenzio – ha detto un’altra amica dei familiari -, ma resterai sempre nei nostri cuori e sarai l’angelo che sempre ci accompagnerà, con la tua voglia di vivere”.

Infine i palloncini in cielo e il corteo, ad accompagnare Viola dalla chiesa al confine del paese. E un ultimo applauso. Per non dimenticare.


Fotocronaca: I funerali di Viola Miccoli 


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