Viterbo – (g.f.) – Poca dalla Tuscia in viaggio verso Bruxelles. Presentate le liste in vista delle elezioni europee e scorrendo i vari nomi nella circoscrizione Italia Centrale, che comprende Lazio, Umbria, Toscana e Marche, i viterbesi sono una piccola minoranza.
Come in passato, stavolta ancora di più. La corsa per un posto nel parlamento europeo, vista dalla Tuscia è quasi impossibile. Un candidato locale può contare su un bacino teorico di voti pari a quello di un quartiere di Roma. Che è una città di una delle quattro aree dove si vota.
Aiuta un po’ il poter esprimere fino a tre preferenze, ma resta comunque arduo e dispendioso. Nonostante questo, in anni passati il raggruppamento di viterbesi era più sostanzioso.
Stavolta, solo qualche partito ha deciso di giocare la carta viterbese. A cominciare dal Pd. Tra i sedici candidati in lista, figura Lina Novelli. La sindaca di Canino fa parte del raggruppamento Dem che come capolista ha un’altra donna, Simona Bonafè.
Da un primo cittadino a un ex. Bengasi Battisti da Corchiano è nella lista Europa Verde, il cui nome è un programma. Al centro le tematiche ambientali.
Pure il Popolo della famiglia, movimento che proprio di recente ha organizzato un incontro a Viterbo con il leader Mario Adinolfi, ha un viterbese fra i candidati ed è Guido Guido Pianeselli, coordinatore Lazio nord.
Avrà un esponente di Viterbo anche la lista Casapound. Sarà Claudio Taglia, ex assessore comunale e già candidato alle ultime elezioni alla carica di sindaco.
Non pervenuti, invece, esponenti locali nelle formazioni più grandi, a cominciare da Forza Italia, così come Lega e lo stesso Movimento 5 stelle. Nessun rappresentante dalla Tuscia neppure in Fratelli d’Italia, seppure inizialmente era stato annunciato. Poi, i programmi nel partito di Giorgia Meloni devono essere cambiati.



