Viterbo – Processo Gigli-Birindelli, accuse di “gestione personalistica dell’azienda” nei confronti dell’ex direttore generale dell’Ater.
Le ha sollevate il primo testimone di parte di parte civile, un ex direttore di area tecnica rimasto in carica soltanto tre giorni, dal 9 all’11 luglio 2012, quando sarebbe stato invitato a dimettersi da Gigli in persona. E’ stato citato dalla difesa di Angela Birindelli, presunta vittima di Ugo Gigli al rientro in azienda dopo le dimissioni della giunta Polverini.
E’ ripreso così, ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, il processo per demansionamento e mobbing all’Ater a carico di Ugo Gigli, difeso dall’avvocato Roberto Massatani. Parti civili l’ingegnere ed ex assessore regionale Angela Birindelli, l’ex presidente dell’ente Maria Gabriela Grassini e lo stesso Ater, che è anche responsabile civile.
Gigli è accusato di falso, diffamazione, soppressione di documenti, calunnia e abuso d’ufficio. Una dipendente del solo reato di abuso d’ufficio.
L’ago della bilancia, sentiti gli ultimi testimoni dell’accusa, sembrava pendere a favore di Gigli. Una dipendente dell’Ater ha detto che la Birindelli al suo rientro dalla Regione, seppure in un’altra stanza perché la sua era stata occupata, avrebbe continuato a lavorare e frequentato un corso di progettazione. Una dipendente del Comune di Bolsena, invece, ha parlato di due fotocopie della presunta autorizzazione a un incarico esterno, ma non avrebbe visto l’originale.
Poi però è stato il turno dell’ingegnere Giuseppe Tubolino e la musica è cambiata. Non ha parlato dei rapporti tra Gigli e la Birindelli, ma di sé e Gigli, descritto come una persona autoritaria e che gestiva in maniera personalistica l’ente.
Assunto il 9 luglio 2012, l’11 luglio sarebbe stato spinto dallo stesso Gigli alle dimissioni.
“Non mi ha minacciato espressamente, anzi me lo ha suggerito gentilmente, dicendo che avevo commesso dei fatti gravi e che sei mesi di prova, durante i quali poteva succedere di tutto, erano lunghi”, ha esordito il teste.
“Dopo appena due giorni, non c’era fiducia nel mio operato. Qualunque cosa io facessi o dicessi veniva riportata a Gigli e per lui era un’ingerenza. Il primo giorno avevo chiesto del patrimonio immobiliare, il secondo giorno mi convocò per dirmi che sarebbe stato lui a dire quando. Lo stesso giorno, davanti al distributore del caffè, chiesi ingenuamente a una dipendente come fosse la situazione delle morosità. Non ero ancora giunto nel mio ufficio, che Gigli già lo aveva saputo”, ha proseguito.
“Il terzo giorno mi ha convocato, dicendo che facevo troppe domande, che il personale era in subbuglio, che io ero abituato a Roma e mi suggerì le dimissioni. Penso avesse una gestione molto personalistica dell’azienda. E comunque c’era un clima in cui non potevo lavorare serenamente, per cui mi dimisi”, ha concluso Tubolino.
Il teste è parte offesa in un altro procedimento a carico di Ugo Gigli, come gli ha fatto notare il difensore Massatani, ricordando che, nonostante l’input alle dimissioni, un anno dopo, nel 2013, l’ingegnere aveva contattato Gigli per sapere se ci fosse un posto a chiamata diretta, visto che nel frattempo le Ater del Lazio erano state commissariate e sarebbe stato possibile.
Il resto lo ha fatto lo stesso Gigli, rilasciando spontanee dichiarazioni.
“Mi meraviglia – ha detto l”ex direttore generale – che Tubolino mi abbia denunciato due anni dopo le dimissioni. Lo assunsi io, perché ero presidente della commissione e lui era rimasto disoccupato dopo la scadenza del contratto che aveva con l’Ater di Roma. L’ho ripreso perché aveva fatto una riunione senza i geometri. Lui mi disse che le riunioni le faceva solo con i laureati. Allora gli feci presente che a Roma erano 500 dipendenti, a Viterbo invece solo una ventina e ci voleva tatto”.
“Non stiamo a fare politica”, ha detto a fine udienza il difensore Massatani, rinunciando a una lunga sfilza di testi indicati dal suo predecessore, tra i quali Daniele Sabatini, Enrico Panunzi, Antonello Aurigemma.
Sono invece state dichiarate utilizzabili le dichiarazioni rilasciate in aula il 13 dicembre 2016 dal consigliere regionale del Lazio, Fabio Refrigeri.
Si torna in aula il 17 luglio.
Silvana Cortignani

