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“Insulto razzista? Lo hanno sentito solo loro…”

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Sport - Calcio - Gradoli

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Vallerano – Nuovo presunto caso di razzismo nel calcio viterbese.

Ieri pomeriggio, durante la partita di Seconda categoria tra Julianellum e Gradoli, disputata allo stadio di Vallerano, la formazione ospite ha abbandonato il campo per protesta dopo un presunto insulto razzista rivolto al portiere Elson Nucci, italiano di origine domenicana.

L’episodio si sarebbe verificato intorno al 35′ del secondo tempo, sul punteggio di 2-1 in favore dello Julianellum. Nucci, appena espulso insieme a un altro compagno di squadra, sarebbe rimasto coinvolto in un parapiglia, nel mezzo del quale, a detta dei gradolesi, un giocatore dello Julianellum avrebbe proferito l’insulto razzista. Che però non sarebbe stato sentito dall’arbitro, Agostini di Viterbo, secondo i dirigenti del Julianellum.

In segno di protesta, gli ospiti sono usciti dal terreno di gioco e il direttore di gara non ha potuto fare altro che sospendere la partita. Poiché, da regolamento, l’abbandono del campo viene punito con la sconfitta a tavolino per 0-3, il Gradoli ha presentato un’auto-dichiarazione per spiegare i motivi del ritiro a partita in corso.

Il presidente del Gradoli, Alberto Artieri, adesso si trincera dietro un no comment: “Confermo che siamo usciti dal campo perché il nostro portiere Nucci è stato vittima di insulti razzisti, ma la società ha deciso di non rilasciare ulteriori dichiarazioni fino a quando non ci vedremo con tutti i dirigenti e faremo il punto della situazione”.

Parla, invece, il dirigente dello Julianellum Gianluca Ercoli: “Questo presunto insulto razzista l’hanno sentito solo quelli del Gradoli – spiega – e nemmeno tutti, perché alcuni di loro, a fine partita, sono venuti nel nostro spogliatoio e in quello dell’arbitro a scusarsi per aver abbandonato il campo. Se davvero fosse successo qualcosa di grave, non penso che il clima sarebbe stato così disteso”.

“Durante la partita si è scatenato un po’ di parapiglia, tipico di queste categorie – continua Ercoli – il portiere del Gradoli ha messo un dito nell’occhio a un nostro giocatore ed è stato espulso. Quindi, se c’è qualcosa di nero qui, è solo l’occhio del mio tesserato. La verità è che loro stavano perdendo e hanno deciso, come si dice in gergo, di buttarla in caciara. In tribuna vicino a me c’era l’allenatore del Gradoli, che era squalificato, e anche lui chiedeva ai suoi giocatori di rientrare in campo. Ma ormai non potevano più farlo, perché sarebbero stati tutti ammoniti e avrebbero perso a tavolino lo stesso per troppi espulsi”.

“Siamo molto arrabbiati – attacca il dirigente dello Julianellum – perché ci stanno facendo passare per quello che non siamo. Nella nostra squadra abbiamo giocatori di colore e ogni tanto facciamo allenare degli stranieri, anche se non tesserati, per favorire l’integrazione nella nostra comunità. Il razzismo è un problema che non ci sfiora proprio”.

La società di Vignanello e Vallerano è comunque convinta di venire premiata dal giudice sportivo. “Visto che l’arbitro non ha sentito nessun insulto razzista, non penso che esista un’alternativa possibile alla sconfitta a tavolino del Gradoli – chiosa Ercoli -. Se succedesse qualcosa di diverso, si creerebbe un precedente molto pericoloso: qualunque squadra in svantaggio potrebbe inventarsi di punto in bianco di aver subito un insulto razzista, uscire dal campo ed evitare la sconfitta”.

Alessandro Castellani


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