Viterbo – (g.f.) – La maggioranza brancola nel buio. Letteralmente. Nel bel mezzo del dibattito sul bilancio, nella sala del consiglio comunale salta l’energia elettrica.
È in corso l’esposizione delle interessantissime (si fa per dire) relazioni degli assessori per il documento unico di programmazione, quando, colpo di scena: buio. Ma niente panico.
Solo una sana pausa dalla noiosa routine. Seppure c’è chi teme oscure manovre: “Complotto, complotto”, dice ironicamente la consigliera Ombretta Perlorca (Lega).
Atmosfera surreale in una seduta surreale, con l’opposizione impegnata a chiedere di poter intervenire al termine della relazione di ciascun assessore e il centrodestra che tiene il punto. Si parla alla fine. Quindi, in serata. Se tutto va bene.
Lo certifica il presidente del consiglio Stefano Evangelista: “La procedura scelta è questa, così è, che vi piaccia o no”. A Giacomo Barelli (Viva Viterbo) non piace. Non tanto che si parli dopo che l’ultimo assessore si sia espresso, ma l’espressione del presidente: “Certe frasi le lasci ai consiglieri di maggioranza”.
Chiara Frontini (Viterbo 2020) esorta gli esponenti della giunta a una maggiore spontaneità: “Parlate a braccio”. Ma i più preferiscono avere sotto il copione.
A Enrico Maria Contardo (Bilancio), Frontini vorrebbe subito fare qualche appunto. “Ha parlato di voler implementare pure servizi non essenziali come turismo e cultura, questo è il livello di castronerie che si dicono in aula”. Ma dalla maggioranza, Luigi Maria Buzzi (FdI), frena: “Meno cinema”. Senza energia elettrica, difficile farlo.
L’unico a cui va bene che in giunta si limitino a leggere il compitino è Barelli: “Ho scommesso d’offrire un caffè per il primo assessore che parla a braccio”.
Certo, se la maggioranza brancola nel buio, pure l’opposizione qualche sbandamento ce l’ha. Si esortano gli assessori a parlare a braccio, ma poi si chiedono le relazioni. Per leggerle in aula o la sera prima di addormentarsi.
Pure in questo caso, Evangelista taglia corto: “No, sennò vi distraete”. Invece, serve molta attenzione. E parecchia calma.
Dopo un quarto d’ora torna la luce. Ma Gianmaria Santucci (Fondazione) annuncia: “È saltata la registrazione audio – esclama rientrando dalla sala Regia, dove per inciso la corrente elettrica c’è sempre stata – anche del consiglio di ieri. Quindi dobbiamo ricominciare tutto daccapo”.
Meno male. Al secondo tentativo riusciranno a fare meglio. Peggio è difficile.

