Viterbo – (sil.co.) – In macchina con moglie e figlia minaccia di buttarsi nel precipizio, condannato a un anno e cinque mesi di reclusione con sospensione della pena e a 3mila euro di provvisionale da versare alla ex, che poi dovrà finire di risarcire in sede civile.
A processo per maltrattamenti in famiglia, violenza privata, minacce e lesioni aggravate un viterbese, difeso dall’avvocato Antonio Rizzello, finito nei guai a luglio 2014 dopo una serie di episodi di violenza che hanno convinto la donna, che si è costituita parte civile, a lasciarlo e denunciarlo.
L’evento più drammatico un giorno che l’imputato, in macchina con la famiglia, avrebbe preso una curva a folle velocità, finendo addosso a un palo, per poi lanciarsi verso il bordo di un precipizio, mentre la moglie e la bambina, bloccate nella vettura, urlavano disperate e lo supplicavano di farle scendere.
Per la difesa la coppia avrebbe fatto uso di eroina e a scatenare i litigi sarebbero state le crisi di astinenza.
Fatto sta le prime botte la donna le avrebbe subite nel 2010, mentre si trovavano in vacanza in una località termale. “L’inaugurazione”, ha detto la vittima al giudice Silvia Mattei durante il processo, che si è concluso venerdì al tribunale di Viterbo.
L’accusa ha chiesto un anno e otto mesi, il giudice ha condannato l’imputato a un anno e cinque mesi e a una provvisionale di tremila euro.
