Ronciglione – “Secondo i medici legali Maria Sestina è entrata subito in uno stato soporoso, da cui non si è mai ripresa. Uno stato soporoso che non le ha permesso di essere lucida e di interloquire con qualcuno”. Lo ha detto il legale della famiglia Arcuri, l’avvocato Vincenzo Luccisano, a Chi l’ha visto?.
La trasmissione di Rai 3 è tornata a occuparsi del Giallo di Ronciglione e della morte della 26enne. Morte per la quale è indagato il suo fidanzato: Andrea Landolfi Cudia, per il quale la procura di Viterbo ha chiesto l’arresto per omicidio. Dopo il no del gip, il procuratore capo Paolo Auriemma e il pm Franco Pacifici hanno fatto appello al tribunale del Riesame di Roma. Ora spetterà ai giudici capitolini pronunciarsi sulla richiesta di custodia cautelare in carcere per quell’operatore socio sanitario di 30 anni con la passione per la boxe.
A medici e carabinieri Landolfi ha sempre raccontato che Sestina è scivolata insieme a lui dalle scale che portano alla mansarda della casa di sua nonna Mirella. A Ronciglione, dove la coppia stava trascorrendo il primo fine settimana di febbraio. Una caduta accidentale, secondo il 30enne, dopo la quale fidanzata avrebbe sbattuto la testa sul caminetto in pietra posto nel salone. Stando sempre alla versione del ragazzo, Sestina si sarebbe poi alzata andando a dormire. Un racconto, questo, confermato anche da sua nonna Mirella, in casa al momento della tragedia.
“I medici legali – sottolinea l’avvocato Vincenzo Luccisano – escludono che Sestina sia rotolata dalle scale e che le lesioni al cranio siano derivate dall’urto con gradini o spigoli vivi. Escludono anche il rotolamento con Landolfi, a differenza di quanto è stato raccontato. I medici legali scrivono di un corpo a caduta libera, anche se non ne precisano l’altezza, e parlano di uno stato soporoso in cui Maria Sestina è entrata subito e da cui non si è mai ripresa. Uno stato soporoso che non le ha permesso di essere lucida e di interloquire con qualcuno. Il mio consulente, inoltre, esclude che dopo l’impatto Sestina sia riuscita a mettersi in piedi”.
Nella relazione redatta dopo aver eseguito l’autopsia sul corpo della 26enne morta il 5 febbraio scorso all’ospedale Belcolle di Viterbo, i medici legali evidenziano anche quattro lividi sul braccio destro di Sestina che sarebbero compatibili con un violento afferramento.
Totalmente diversa da quella dell’avvocato Luccisano è l’interpretazione della relazione del legale Luca Cococcia, difensore di Landolfi. “C’è compatibilità – dice – con l’urto violento contro il gradino di una scala, soprattutto in riferimento a una lesione molto estesa dietro la schiena di Sestina”.
Multimedia: Fotocronaca: Il sopralluogo dei Ris – I Ris di nuovo nella casa della tragedia – I Ris nella casa della tragedia – Video1 – Video2
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



