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Quattordicenne nasconde tre coltelli e salva la madre dalla furiosa violenza del padre – padrone

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Carabinieri - Foto d'archivio

Carabinieri – Foto d’archivio

Viterbo – Madre e tre figli a piedi in pigiama sotto la pioggia di notte, arrestato il padre-padrone. 

E’ la drammatica scena apparsa verso l’una e mezza della notte scorsa in via Corrado Alvaro, alle porte dello storico quartiere di Pianoscarano, a una pattuglia di carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Viterbo, che hanno soccorso il nucleo familiare. 

Di nazionalità cingalese, la madre e i figli – un maschio di 14 anni e due gemelle più piccole – stavano andando a rifugiarsi da alcuni connazionali, dopo essere scappati da un casolare isolato di campagna situato in strada Salamaro, dove la donna, per l’ennesima volta, era stata brutalmente aggredita dal compagno.

A mettere in salvo la mamma e le sorelle sarebbe stato il ragazzo di 14 anni, giunto dal suo paese d’origine con le gemelle appena sei mesi fa, mentre i genitori sarebbero in Italia da circa dieci anni. 

I militari, portati al sicuro i tre figli, si sono recati al casale con la vittima e hanno arrestato l’uomo, un 38enne, per maltrattamenti in famiglia e anche per resistenza a pubblico ufficiale.

Il giudice Elisabetta Massini, ieri mattina, ha convalidato il solo arresto per resistenza, non per maltrattamenti, mancando la flagranza, pur sottolineando i gravi indizi, per cui l’uomo sarà comunque processato per direttissima per entrambi i reati, il prossimo 10 giugno. 

Oltre a scagliarsi contro la compagna anche di fronte ai carabinieri, il 38enne ha fatto per armarsi e aggredire i militari, se solo avesse trovato nel cassetto di cucina i coltelli che invece il figlio, scappando, aveva prudentemente nascosto nella vegetazione fuori casa.

L’uomo, tornato a casa ubriaco, si sarebbe avventato sulla moglie, torcendole un polso, avendo trovato sul tavolo di cucina la cena pronta, ma fredda.

Il figlio 14enne dopo avergli detto “scaldatela da solo”, per staccarlo dalla madre, avrebbe morso il padre al braccio, quindi sarebbe corso all’esterno nascondendo nella vegetazione tre grossi coltelli presi dal cassetto della cucina, con lame tra i 20 e i 30 centimetri.

Infine, sempre il 14enne, vedendo che il genitore, in preda ai fumi dell’alcol, continuava a mettere a soqquadro la cucina, gettando sul pavimento piatti e cibo e rovesciando le sedie, avrebbe deciso di scappare a piedi nella notte, portandosi dietro la madre e le sorelle gemelle, onde evitare il peggio. Di corsa, sarebbero quindi usciti tutti e quattro in pigiama a piedi, nonostante il buio, la pioggia e il freddo pungente, fino a incrociare i carabinieri.

Comparso davanti al giudice Elisabetta Massini, difeso dall’avvocato Marco Prosperoni, il 38enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, dicendo solo: “Io voglio andarmene al più presto da quella casa”.

Sarebbe la moglie, lavorando dalle 5 del mattino alle 21, a portare a casa uno stipendio. Il marito farebbe lavori saltuari, autista durante la settimana, cameriere nei locali durante il weekend, per pagarsi il vizio del bere. L’uomo, in compenso, si occuperebbe della casa e dei figli, accompagnandoli a scuola e preparando loro da mangiare. 

Per questo il giudice, rimettendo in libertà il 38enne, incensurato e senza precedenti di polizia, ha disposto il divieto di avvicinamento, ma non l’allontanamento dalla casa familiare. “In modo che la coppia possa gestirsi come crede, essendoci di mezzo dei figli”, ha sottolineato il giudice, esprimendo fiducia. 

Si torna in aula il 10 giugno per il processo.

Silvana Cortignani


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