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Quattro mesi per spaccio al commerciante che ha inghiottito cocaina

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Viterbo - Tribunale - Carabinieri

Viterbo – Tribunale – Carabinieri

Viterbo – Se l’è cavata con una condanna a quattro mesi di reclusione per spaccio il commerciante viterbese cinquantenne che ha inghiottito una dose di cocaina al momento dell’arresto. 

Si è chiuso ieri il processo con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena, celebrato davanti al giudice Giacomo Autizi. L’accusa aveva chiesto otto mesi. Il giudice, sentito il difensore Remigio Sicilia, ha dimezzato la pena.

 Il cinquantenne, con numerosi precedenti per droga, è stato sorpreso a spacciare in casa lo scorso 23 gennaio mentre era sottoposto a obbligo di firma per un precedente arresto per droga risalente al 2 settembre.

“Quando gli abbiamo suonato, ci ha riconosciuto e ha cercato di sbatterci la porta in faccia”, ha detto durante una delle udienze del processo per direttissima uno dei carabinieri del Norm che hanno condotto l’operazione nella centralissima via Sant’Antonio, in pieno centro storico.

“Nonostante l’imputato abbia opposto resistenza, siamo riuscita a entrare lo stesso. Allora ha inghiottito una dose di cocaina, cercando così di occultarla, mentre noi cercavamo di aprirgli la bocca per fargliela sputare, temendo che potesse fargli male. Dopo di che ha rifiutato le cure mediche, dicendo che erano solo 0,40 grammi”, ha proseguito il militare, illustrando il blitz sfociato nel secondo arresto in poco più di quattro mesi dell’uomo.

I carabinieri avevano saputo da fonti confidenziali che il cinquantenne, nonostante l’obbligo di firma due volte al giorno, avrebbe continuato la sua attività di spacciatore di cocaina. 

“Erano circa le 15 quando ci siamo appostati e la sua auto non c’era, forse perché era andato a firmare. E’ arrivata però una donna in auto che ha parcheggiato, poi ha fatto una telefonata. Lui è arrivato subito, sono saliti in casa e dopo un minuto la donna è scesa. Fermata, aveva una dose da 0,40 grammi di cocaina. che lui le avrebbe venduto. Allora siano saliti e abbiamo proceduto alla perquisizione domiciliare, trovando altre due dosi di cocaina da 0,40 grammi e tre frammenti di hashish dello stesso peso, oltre a diverse banconote. Sul tavolo di cucina, invece, c’era del  cellophane tagliato tondo, dello stesso tipo usato per confezionare le dosi”, ha concluso il carabiniere.


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